Pos, Malavasi (Pd): i tagli sulla sanità in Molise sono irrazionali

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del PD Molise sull’interpellanza urgente presentata alla Camera dalla deputata dem, Ilenia Malavasi, in materia di politica sanitaria:

“L’On. Malavasi ha denunciato la pericolosità e la irrazionalità dei tagli contenuti nel Programma Operativo, evidenziandone anche l’anti-economicita’ per cittadini, operatori, territorio: dall’emodinamica di Termoli al Punto nascita di Isernia, passando per il declassamento dell’Ospedale di area disagiata di Agnone e l’indebolimento delle postazioni di continuità assistenziale sul nostro territorio, con un appesantimento anche per l’hub di Campobasso. A fronte di tutto ciò, la replica del rappresentante del Governo, Durigon, è stata sconcertante: il Piano Operativo 2026-2028 risulterebbe l’unico strumento possibile per porre rimedio alle difficoltà della nostra regione in materia di Sanità nonostante il Governo confermi le evidenti criticità, segnalate anche dai Tavoli ministeriali, nella gestione dei rapporti con gli erogatori privati. Il Governo Meloni, dunque, evidentemente non sollecitato in direzione diversa dal Governo Roberti, supporta e condivide le scelte della struttura commissariale per il Molise e conferma la volontà di mantenere, ormai rimasto solo per la nostra regione, lo stato di Commissariamento sulla Sanità, che, a detta di Durigon, “non determina alcuna lesione strutturale del diritto alla salute dei cittadini molisani”, ritenendo inattuabile, inoltre, la richiesta di mettere in campo iniziative atte a sospendere questo Programma Operativo Sanitario nonostante l’emergenza tuttora in corso.
La risposta del Governo ha determinato la totale insoddisfazione di noi tutti e dell’On.Malavasi, che ringraziamo per avere formalizzato in Parlamento la richiesta di “congelare” i tagli previsti dal PO 2026-2028 e di aprire subito un confronto serio con il territorio, le istituzioni, le parti sociali e gli operatori, per evitare di continuare a ledere il principio di autonomia costituzionale del territorio e penalizzare, ancora una volta, le aree più interne e più fragili del nostro Paese.”