Pos 2026-2028, il Tar sospende anche la riconversione di Villa Maria

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Il Pos 2026-28 voluto dai commissari ad acta per la sanità molisana non s’ha da fare. Dopo le guardie mediche, chirurgia mammaria e Agnone anche per Villa Maria un’ordinanza d Tar blocca, al momento, la riconversione.

Il Tribunale amministrativo ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla clinica, attraverso l’avvocato Salvatore Di Pardo, congelando gli effetti dei decreti commissariali n. 62 e n. 63 nella parte in cui impongono la riconversione della struttura entro sei mesi. La discussione nel merito è stata fissata per il 18 novembre.

I giudici rilevano infatti che i provvedimenti impugnati non spiegano le ragioni che hanno portato a imporre la riconversione di Villa Maria, né ricostruiscono l’iter istruttorio che avrebbe dovuto sorreggere una decisione destinata a incidere profondamente sull’organizzazione della struttura.

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Una lacuna che, secondo il Tribunale, assume un rilievo ancora maggiore considerando che Villa Maria opera da anni in convenzione con il Servizio sanitario regionale, contribuendo alla continuità assistenziale e all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Proprio per questo, osserva il Tar, una scelta di tale portata avrebbe richiesto un’analisi rigorosa del fabbisogno sanitario e una motivazione puntuale, elementi che, almeno in questa fase cautelare, non risultano rinvenibili negli atti adottati.

I giudici osservano che la riconversione, pur richiamando il Decreto ministeriale 70 del 2015, non sembra confrontarsi con le peculiarità del sistema sanitario molisano, che avrebbero dovuto essere attentamente valutate nella definizione della nuova rete ospedaliera.
I giudici contestano inoltre il mancato coinvolgimento della clinica nel procedimento amministrativo, evidenziando che l’assenza di un confronto con uno dei principali soggetti interessati ha impedito all’amministrazione di acquisire elementi utili e valutare compiutamente tutti gli interessi coinvolti prima di assumere una decisione così incisiva.

Ma è soprattutto il passaggio dedicato alle possibili conseguenze della riconversione a conferire particolare peso all’ordinanza. Il Tar evidenzia infatti che l’obbligo di attuare il provvedimento entro sei mesi potrebbe determinare la crisi o addirittura la chiusura della struttura, con inevitabili ripercussioni sulla continuità dell’assistenza sanitaria in Molise. Per questa ragione, nella valutazione degli interessi contrapposti, il Tribunale ritiene prevalente l’esigenza di garantire la prosecuzione del servizio.