Politica regionale: l’insostenibile leggerezza del Pd (e del M5S)

Nello scontro politico, istituzionale e giudiziario che si sta consumando sulla sanità regionale, balza vistosamente agli occhi la vacuità del Pd e del M5S, le cui posizioni risultano non pervenute.
I segretari regionali Bontempo e Federico da mesi fanno il gioco del silenzio: non risulta pervenuto uno straccio di dichiarazione e/o iniziativa sull’argomento. Latitanti.
I consiglieri regionali, chi più (la Fanelli e Gravina), chi meno (Salvatore, Facciolla) rilasciano dichiarazioni a raffica riuscendo a non dire mai niente di chiaro e comprensibile: qualcuno ha ascoltato un giudizio sull’attività dei commissari Bonamico e Di Giacomo? C’è qualche molisano che sia riuscito a comprendere quale sia la loro posizione sulla gestione commissariale? Impossibile: hanno sempre schivato l’argomento, schermandone le gravissime responsabilità per compiacere la cordata politica (e mediatica) che li mantiene in carica.
Contrariamente a Romano e Greco che sul punto hanno assunto una posizione di una chiarezza esemplare rimettendo in fila critiche obiettive e documentate e chiedendo ai Ministeri la loro rimozione, i colleghi di opposizione si nascondono dietro comunicati stampa di facciata e iniziative tanto sterili quanto ridicole: l’ultima in ordine di tempo, la gita a Roma al Ministero per “discutere di sanità”. Nella latitanza dei partiti nazionali e delle rispettive delegazioni parlamentari, i consiglieri di Pd e “una parte di M5S” (sic!) annunciano una missione a Roma che è utile solo a gettare un po’ di fumo negli occhi per dimostrare di esistere.
La solita manfrina, insomma: ogni volta che c’è da fare chiacchiere sono sempre in prima linea. Mai una volta invece quando c’è da rischiare in proprio.
Dove stavano Pd e M5S quando Massimo Romano, Costruire Democrazia e Cantiere Civico organizzavano le battaglie giudiziarie per il disavanzo, per la rete ictus e per la questione Cattolica-Responsible? Non pervenuti, ovviamente.


