Piano regionale dei rifiuti 2025-2030, via libera del Consiglio regionale. Di Baggio: “Una strategia moderna per una gestione efficiente, sostenibile e circolare”

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Il Consiglio regionale del Molise ha approvato a maggioranza l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti contaminati 2025-2030, adottato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 403 del 17 novembre 2025.
Il documento è stato licenziato con le modifiche introdotte dagli emendamenti presentati durante la seduta, al termine di un percorso che ha compreso la Valutazione ambientale strategica, la consultazione dei soggetti interessati e l’esame svolto dalla Commissione consiliare competente.
Il provvedimento è stato illustrato all’Aula dal relatore Massimo Sabusco.
L’aggiornamento del Piano rappresenta uno degli strumenti principali della programmazione ambientale regionale per il prossimo sessennio. L’obiettivo è orientare le politiche pubbliche e i comportamenti dei cittadini e delle imprese verso un modello fondato sulla prevenzione della produzione dei rifiuti, sul riuso, sul riciclo, sul recupero dei materiali e, solo in ultima istanza, sullo smaltimento.
Tra le principali novità figura la riorganizzazione della governance territoriale attraverso l’istituzione di un Ente unico di governo dell’Ambito territoriale ottimale, rappresentativo di tutti i Comuni molisani, chiamato a favorire una gestione integrata e omogenea del servizio e a superare i divari ancora esistenti tra le diverse realtà locali.
Un ruolo centrale sarà affidato alla progressiva introduzione della tariffazione puntuale, attraverso la quale il costo del servizio sarà maggiormente collegato alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotta da ciascuna utenza, in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga”. La Regione predisporrà specifiche linee guida e schemi di regolamento destinati alle autorità competenti.
Il Piano prevede inoltre campagne permanenti di comunicazione e sensibilizzazione, programmi formativi nelle scuole, il potenziamento degli acquisti verdi e l’applicazione dei criteri ambientali minimi, nonché azioni specifiche per la valorizzazione della frazione organica, la riduzione dello spreco alimentare e la gestione dei rifiuti prodotti durante mercati, fiere ed eventi temporanei.
Particolare attenzione è dedicata anche ai rifiuti tessili, con il rafforzamento della raccolta differenziata, la promozione del riuso e della riparazione, il sostegno agli impianti di selezione e riciclo, la formazione degli operatori e l’attivazione di strumenti di monitoraggio. Sul fronte delle bonifiche, il documento punta all’aggiornamento dell’anagrafe regionale dei siti contaminati, alla definizione delle priorità di intervento e alla semplificazione delle procedure.
Il Piano introduce, infine, un’analisi delle vulnerabilità climatiche delle infrastrutture dedicate alla gestione dei rifiuti, accompagnata da un sistema di monitoraggio annuale e da un confronto permanente con gli enti locali, gli operatori e i portatori di interesse.
“L’approvazione del Piano – ha dichiarato l’assessore regionale Roberto Di Baggio – non costituisce un semplice adempimento normativo, ma rappresenta una scelta strategica per il futuro del Molise. Mettiamo a disposizione dei territori una programmazione aggiornata, coerente con le direttive nazionali ed europee e indispensabile anche per accedere alle opportunità offerte dai fondi strutturali e di coesione”.
“Vogliamo superare la frammentazione della gestione, aumentare la raccolta differenziata, premiare i comportamenti virtuosi e accompagnare cittadini, Comuni e imprese verso una vera economia circolare. La tariffazione puntuale, l’Ente unico di governo, il contrasto allo spreco alimentare, la strategia sui tessili e una più efficace attività di bonifica sono parti di un unico disegno: rendere il Molise più sostenibile, moderno e sicuro”.
“Il risultato raggiunto – ha concluso Di Baggio – è frutto di un lavoro approfondito, svolto attraverso il confronto istituzionale, la Valutazione ambientale strategica e l’ascolto dei soggetti interessati. Adesso si apre la fase più importante, quella dell’attuazione, durante la quale sarà fondamentale la collaborazione di tutti i livelli istituzionali e dell’intera comunità regionale”.