Passa la legge elettorale: 227 si e 164 contrari: tiene il Governo Meloni

Aula della Camera ha approvato con 227 voti a favore, e 164 contrari, la riforma della legge elettorale. La maggioranza ha tenuto sul voto segreto. Si tratta del terzo passaggio parlamentare dopo le modifiche apportate dal Senato che ha introdotto le preferenze con i capilista bloccati (dopo che a luglio l’emendamento che le introduceva era stato bocciato dall’Aula di Montecitorio) e innalzato il numero delle firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento per presentarsi alle elezioni.
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L’Aula si scalda su intervento Donzelli, proteste dell’opposizione
L’Aula della Camera si scalda a ridosso del voto, durante l’intervento di Giovanni Donzelli di FdI sulla legge elettorale. Il suo intervento ha suscitato diverse proteste nei banchi dell’opposizione, mentre i colleghi di FdI lo applaudono.
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Schlein alla maggioranza: ‘Capisco l’imbarazzo, temete gli elettori’
“Posso capire l’imbarazzo, oggi vi fanno votare la norma che avete affossato alla Camera” a luglio, “per la paura del giudizio degli elettori”, “con il ricatto del voto anticipato”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in dichiarazione di voto finale alla Camera.
“Meloni a pochi mesi dal voto cambia le regole del gioco e lo fa a colpi di fiducia”. Lei che diceva che la legge elettorale è una questione “squisitamente parlamentare. Dove ha lasciato la coerenza?”, ha proseguito la leader dem. La verità è che “avete paura di perdere, la novità siamo noi, un’area progressista unita e competitiva”. “Il vostro slogan è prima le poltrone” e questa legge “è sbagliata e anticostituzionale”. Ma “noi saremo in grado di vincere con qualunque legge elettorale”.
“La prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, è arrivata lei e chi se ne frega delle altre”, ha detto ancora Schlein. Alle deputate del centrodestra dico “reagite e ribellatevi. Cosa è cambiato rispetto a luglio? Fuori da questa Aula il paese ha problemi molto più urgenti di questa legge elettorale. Meloni si ricorda di video davanti al benzinaio? La realtà sta presentando il conto. fate qualcosa per gli italiani”.
“Mettete testa fuori da questi palazzi”, dove gli “sfollati dei Campi Flegrei aspettano risposte”, dove “sono agricoltori che bloccano le strade in Calabria per disperazione. E l’unica priorità per voi è cambiare la legge elettorale. Le imprese chiudono per i costi dell’energia più cari dell’Ue, sei milioni di italiani rinunciano a curarsi e le famiglie che non possono più portare i figli a scuola per prezzi stellari dei carburanti. E voi vi occupate solo di voi, indifferenti ai problemi di italiani” e “cercate di manomettere la Costituzione”, ha detto ancora Schlein che, rivolta ai deputati di centrodestra, ha parlato di “cinque colonnelli in ultima fila per controllare”. (Fonte Ansa)
Come sarà la nuova legge elettorale?
Un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza fisso di 105 parlamentari (70 deputati e 35 senatori) per chi abbia ottenuto il maggior numero di voti a patto che abbia superato la soglia del 42%. Il meccanismo per la scelta degli eletti è un mix di preferenze e capilista bloccati. E’ questo l’impianto della riforma della legge elettorale che attende il via libera di Montecitorio. Ecco le misure: PROPORZIONALE CON PREMIO – Il testo prevede un meccanismo proporzionale con premio di governabilità fisso di 70 deputati e 35 senatori a chi abbia ottenuto il miglior risultato se ha superato il 42% in entrambe le Camere. Al di sotto, o nel caso in cui Camera e Senato diano esiti elettorali diversi, si va alla distribuzione dei seggi con il proporzionale puro.
Preferenze – La riforma prevede la reintroduzione delle preferenze con un meccanismo misto: sulla scheda ci sarà una lista di 7 nomi – sotto al capolista bloccato (graficamente staccato dagli altri) – altri sei nomi accanto ai quali si può mettere la propria crocetta per esprimere fino a tre scelte con alternanza di genere. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento. Non è prevista, come invece accade nel Rosatellum, per i capilista una quota di genere 60 a 40.
Indicazione del premier – Le liste e coalizioni devono indicare al momento del deposito del contrassegno il nome di chi proporranno come candidato premier al presidente della Repubblica e il programma. Nel testo si specifica la salvaguardia dell’articolo 67 della Costituzione che prevede l’assenza di vincolo di mandato e di quella dell’articolo 92 sulla prerogativa del capo dello Stato di nomina del Presidente del Consiglio.
Tetto ai seggi di maggioranza – La legge individua un tetto per il numero dei parlamentari che si possono ottenere sommando quelli ottenuti a quelli del premio: si tratta al massimo di 220 deputati e 113 senatori.
Soglie di sbarramento – Restano, per l’ingresso delle liste in Parlamento, le soglie di sbarramento previste dal Rosatellum: al 10 per cento per le coalizioni e al 3 per cento per le liste con il ripescaggio per il migliore coalizzato.
Niente soglia per il contributo al premio – Nessuna soglia è prevista per contribuire al computo ai fini della cifra elettorale nazionale e dunque del premio di maggioranza.
Firme ed esoneri – Sale da 1.500 a 6mila il numero minimo di firme per collegio che chi non è in Parlamento deve raccogliere per correre alle elezioni. Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come, in base a una modifica introdotta alla Camera, chi ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, come, ad esempio Italia viva e Azione. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle firme da raccogliere resta come quello attuale tra 1.500 e 2mila a collegio. Per l’Estero (dove vengono richieste tra 500 e mille sottoscrizioni di residenti nell’area) è esentato chi ha almeno un eletto in uno dei due rami.
Circoscrizione estero – Vengono ridotte da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato.
Vuoto dei fuorisede, anche per i caregiver – La riforma rende possibile il voto fuorisede nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell’apposito Albo. Durante la discussione in Senato questa possibilità è stata estesa ai caregiver per i familiari o figli ricoverati in una regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali.


