Parco del Matese, Massimo Romano replica a Legambiente: “Consiglio regionale imbavagliato sulla perimetrazione, sulle norme di salvaguardia e sulle nomine. Negarlo significa mentire sapendo di mentire. Io vado avanti”.

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Legambiente: ora è il momento di andare avanti uniti per la costituzione del Parco

[ “Consiglio regionale imbavagliato sulla perimetrazione, sulle norme di salvaguardia e sulle nomine. Negarlo significa mentire sapendo di mentire. Io vado avanti”. È questa la replica del Consigliere regionale Massimo Romano, al commento di Legambiente riguardante la costituzione del Parco nazionale del Matese che coinvolge territori delle regioni Molise e Campania.

Romano nel commentare la sentenza aveva anche sottolineato: Senza entrare nel merito della questione, il Tar Lazio ha dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione il ricorso che ho proposto in qualità di consigliere regionale contro gli atti istitutivi del Parco del Matese.

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Secondo il Tar, il ricorso poteva presentarlo solo la “Regione”, ossia il Presidente della Giunta, non il singolo consigliere, il che equivale a raccomandare le pecore al lupo, visto che la via giurisdizionale si è resa necessaria proprio perché la Giunta non ha permesso che venisse “sentito” il Consiglio, con l’evidente intento di non disturbare i manovratori (Ministero e Ispra).

Contro questa sentenza che ritengo contraddittoria e lesiva delle prerogative dei consiglieri regionali, ho presentato appello al Consiglio di Stato: le decisioni che riguardano il nostro territorio devono essere prese in Molise e non a Roma, con la complicità di chi, in Regione, mira a soffocare il dibattito impedendo persino che in tali scelte venga coinvolto il Consiglio Regionale”.

Queste invece le spiegazioni di Legambiente.

La sentenza n. 04469/2026 pubblicata in data odierna dal TAR Lazio segna un punto fermo nel tormentato iter di istituzione del Parco Nazionale del Matese. Il Tribunale Amministrativo ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal consigliere regionale del Molise Massimo Romano, che impugnava il decreto ministeriale sulla perimetrazione e zonizzazione provvisoria dell’area protetta tra Campania e Molise.

Per Legambiente, la decisione del TAR non è solo una conferma della correttezza tecnica del procedimento istitutivo del Parco nazionale del Matese, ma un richiamo alla responsabilità politica. Il ricorso era basato sulla presunta estromissione del Consiglio Regionale dal procedimento, ma i giudici hanno chiarito che un singolo consigliere non è legittimato ad agire in sostituzione dell’ente regione, ribadendo inoltre che la Regione Molise è stata ampiamente coinvolta nei tavoli tecnici e nelle interlocuzioni con il Ministero dell’Ambiente e l’ISPRA fin dal 2018. Inoltre, il tribunale sottolinea che i consiglieri regionali “Non possono gravare gli atti per meri motivi di opportunità politica, ma solo per vizi di legittimità che comportano una lesione diretta del proprio status di rappresentante”.

“Accogliamo con favore la decisione del TAR che rimuove inutile intralcio al percorso intrapreso con la nascita del Parco nazionale,” dichiarano Antonio Nicoletti e Andrea De Marco rispettivamente responsabile aree protette di Legambiente e presidente di Legambiente Molise – Nella sentenza, il TAR del Lazio ha evidenziato come le prerogative del singolo consigliere (il cosiddetto ius ad officium) non siano state lese, poiché l’iter di perimetrazione non ha impedito l’esercizio del suo mandato. Al contrario, è emerso come il Ministero dell’Ambiente abbia attivato un lungo processo partecipativo che ha visto il coinvolgimento di Regioni, Comuni e portatori di interesse.

Legambiente Molise sottolinea tre punti fondamentali emersi dalla sentenza:

· La validità dell’iter: Il Decreto Ministeriale del 22 aprile 2025 resta pienamente efficace, garantendo la perimetrazione e le misure di salvaguardia attualmente in vigore per il Parco nazionale del Matese;

· La partecipazione documentata: È agli atti che il Ministero dell’Ambiente ha recepito le osservazioni dei comuni e attivato tavoli tecnici coordinati dall’ISPRA per discutere le criticità emerse dai territori, motivando il respingimento delle proposte dei comuni;

· L’urgenza della gestione: Con la nomina del Comitato di gestione provvisoria nell’agosto 2025, il Parco ha finalmente i primi strumenti per operare, in attesa della perimetrazione definitiva che renderà poi definitiva anche la gestione attraverso l’ente Parco nazionale del Matese.

“Non possiamo permetterci altri anni di gestione provvisoria – conclude l’associazione – Chiediamo alle regioni Campania e Molise e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di accelerare l’intesa definitiva per il decreto del Presidente della Repubblica. Il Matese non è un terreno di scontro elettorale o burocratico, ma un patrimonio naturale che appartiene a tutti.”