Occasione unica per perdere la scuola? No la manifestazione degli studenti per il punto nascita rappresenta il risveglio delle coscienze di mille giovani isernini

Occasione unica per non perdere la scuola. Questo uno dei commenti alla nostra testata, della manifestazione degli studenti delle superiori che ieri hanno manifestato per le vie di Isernia contro la chiusura del punto nascita.

Ma insomma? Crediamo davvero che le giovani generazioni siano solo questo? Siamo davvero diventati come quelli che ce lo dicevano 30 anni fa?
Ma che siano benedetti i mille giovani che ieri hanno invaso le strade di Isernia. Rappresentano un tessuto sociale vivo, che vuole rimanere attaccato alla propria terra. Le ragazze presenti vogliono partorire nel proprio ospedale. Non vogliono essere prese e trasportate a Campobasso come carne da macello.
E Controvento è d’accordo con loro. Bene la protesta delle mamme domenica pomeriggio. Ancora meglio quella dei nostri figli. Perché anche non avendone io personalmente sento quei ragazzi come figli simbolici.
Sono quelli che portano avanti quello che facevamo noi 30 anni fa quando scendevamo in piazza quando il termosifone non funzionava ma anche per ideali più nobili tipo le stragi di mafia del 1992 e le riforme della scuola della ministra Rosa Russo Jervolino.
Chi vi scrive oggi è stata la seconda donna rappresentante di istituto del Liceo Scientifico di San Bartolomeo in Galdo. Frequentato dal 1991 al 1996.
E sì, anche senza essere presente sul posto ieri, mi sono emozionata al pari del sindaco di Agnone Daniele Saia vedendo che dopo 30 anni da quello che eravamo noi, ci sono ancora ragazzi che vogliono difendere la propria terra.
E leggere commenti come questo da cui iniziamo questa analisi ci fa male al cuore. Significa che alcuni di noi, che erano in piazza allora, ora guarda dalla finestra del proprio ufficio snobbando i propri figli e dicendo: una occasione per non andare a scuola.
No noi non ci stiamo. E applaudiamo i ragazzi. Bravi continuate a difendere la vostra terra. Non vi curate di chi non capisce che lo fate anche per loro.


