Natale al Veneziale, in esclusiva su Controvento tutte le criticità di un nosocomio in sofferenza

Nonostante le rassicurazioni del direttore generale ASREM continua la crisi al Veneziale. Altroche’ tutto tranquillo. Ripetute le visite e le aprile di rilancio del presidio pentro, che vive uno dei periodi più bui. Erano giunte infatti rassicurazioni e messa a punto di “soluzioni concrete”. La situazione in realtà sembra aggravarsi. Vediamo di cosa si tratta. L’ospedale sembra andare in vacanza per il Natale.
I professionisti, com’è noto, continuano a fare enormi sacrifici per mantenere i servizi che in un ospedale pubblico funzionano normalmente 24 ore su 24. Non certo dei dirigenti e dei responsabili che svuotano le corsie, cioè di coloro che tengono il bandolo della matassa e i primi a rispondere alla chiamata del fuggi fuggi generale per godersi un po’ di riposo, nel nome del parallelo va tutto bene e della richiamata serenità. Mai a lamentarsi di condizioni lavorative, che poi in periodi festivi esplodono come bombe ad orologeria. Irresponsabili? Non importa! Gli altri si arrangino. E si arrangiano anche i pazienti. Ma con estreme difficoltà. Il pronto soccorso è totalmente in crisi per la copertura dei turni nei prossimi festivi. Il reparto è riuscito a sopravvivere grazie ai medici in servizio alla Medicina. Dopo le dimissioni volontarie di ben due unità in Medicina sono rimasti in servizio appena tre medici, che facevano la spola tra pronto soccorso e il reparto al primo piano contemporaneamente. Ma non finisce qui. Continua la crisi del reparto di Rianimazione, in sofferenza a causa del blocco dell’attività aggiuntiva. Vi abbiamo già spiegato tutte le vere ragioni, insieme alla male occultata integrazione con personale del privato. Anzi i medici a gettone sono stati rinnovati. Nonostante le lamentele degli stessi dipendenti. Questa volta con una nuova anomalia. La delibera che abbiamo reperito ne occulta i nominativi. Ciò aumenta i sospetti relativi alle loro presunte incompatibilità con le esigenze di un reparto in cui si gestiscono pazienti critici. Chiuse ancora le sale operatorie , le liste d’attesa vanno per aria. Nonostante le proroghe dell’utilizzo dei fondi. Anche sui fondi con cui vengono pagati i libero professionisti cadono pesanti interrogativi. Non basta per risolvere la presenza nei turni di dirigenti medici specializzandi, è stato pubblicato un regolamento ad hoc, che obbliga gli strutturati dipendenti a svolgere il ruolo di tutor a dirigenti che non hanno piena autonomia operativa. Un’altra tegola sui dipendenti, che si sono riservati e si sono rivolti ai sindacati. Lamentavano già regolamenti e discriminazioni condizionanti. Non c’è da meravigliarsi se altri dirigenti seguiranno altri dirigenti dimissionari, senza riuscire in controtendenza a richiamare altri specialisti.
In una dichiarazione apparentemente contrastante con la delibera ASREM resa pubblica qualche giorno fa, il dottor Vigliardi della Chirurgia ha smentito che il servizio di Endoscopia, soppiantato dal servizio di Laparoscopia, non assicurerà gli esami. Visto che si riferisce ad una “cattiva interpretazione della delibera”, non si capisce come sia possibile.
La Cardiologia, prima decurtata di posti letto, ha ripreso le sue attività grazie al reperimento di monitor di cui era rimasta sfornita. Sono state cosi sventate le dimissioni di altri medici. Il servizio di Emodinamica non avrebbe la massima copertura a causa dell’angiografo in manutenzione e dei lavori che si stanno svolgendo in struttura. Ma non è dato sapere che garanzie stia dando. Ciò ricorda quanto è accaduto presso il Neuromed, ove è presente l’unico angiografo regionale per le procedure di gestione della Rete Ictus. Neuromed è stata costretta alle successive puntualizzazioni. Insomma in un periodo così delicato Isernia vive una depressione sanitaria mai così grave. Soprattutto per le patologie tempo- dipendenti. Per non parlare della carenza didi medici sul territorio. Non può essere solo una questione sociale della regione.
Il sindaco Castrataro e la Conferenza dei Sindaci hanno mostrato interesse, che tuttavia non ha sortito alcun effetto.
L’alto Molise sembra invece un altro Molise, di cui non si hanno notizie. Anzi. Ancora una volta il Veneziale subisce l’ennesima offesa. A Termoli, ma non al Veneziale, sono state pagate altre attività aggiuntive arretrate Mentre al Veneziale l’attività aggiuntiva non retribuita da mesi è oggetto di contestazione e di decreti ingiuntivi. Una specie di regalo natalizio sui lidi termolesi. Ci interesseremo anche di Termoli, a questo punto. Perché oltre Campobasso e l’assessore Marcheggiani, anche da quelle parti tirerebbe una brutta aria. Influenze politiche che tirano favorevolmente dalla parte del presidente Roberti, per loro fortuna. Mancanti le note ASREM siamo in grado di confermarvi le notizie con una quasi certa attendibilità. Da tempo ci stiamo interessando del Veneziale e presto ci interesseremo anche di Termoli e Campobasso. Proprio perché l’interesse mediatico, come più volte abbiamo evidenziato, sembra totalmente dormiente e controllato.
Attenderemo, anche in questo caso, le note ASREM.


