Movimento, dalle stelle alle stalle: dopo le sconfitte elettorali recenti Appendino minaccia le dimissioni. L’analisi di Alternativa Molise

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La vicepresidente attuale del Movimento Cinquestelle, Chiara Appendino, avrebbe le intenzioni, secondo talune indiscrezioni, di rimettere, dimettendosi, la carica nelle mani dell’ignaro presidente Conte. Soprattutto dopo l’ennesima debacle alle regionali di Marche e Calabria. E persino in Toscana, ove pure ha trionfato il centrosinistra. Le cure contiane hanno sortito un effetto devastante. Dal 33 al 10 nazionale, conseguito solo grazie alla finzione della candidatura isolata al di fuori dai blocchi di destra e sinistra, ed un misero 5 percentuale medio, è stata una tragedia.

Ed il nuovo corso sembra mai prendere piede. Nel silenzio tombale dei direttivi. Per non parlare dei territori totalmente abortiti, diretti come sono dall’alto, come in un vecchio partito alla vecchia maniera verticistica. Non solo la restaurazione del centro destra. La riabilitazione della sinistra, primo movente causale della politica innovativa, trasversale, anticasta e antisistema, è del tutto ampiamente compiuta. Vuoto com’è di contenuti, argomenti e credibilità. Principalmente dovuto ai fallimenti da un lato e alla egemonia e padronanza del Partito Democratico in quella che ormai rappresenta una alleanza funzionale oltreché strutturale ed elettorale. L’EX Movimento Cinquestelle, come meglio amiamo noi di Alternativa chiamarlo, Noi che siamo veri eredi di quella rivoluzione rivisitata e ispirata al rigore riformista della coerenza a quei saldi principi, non possiamo che sgraditamente ricordare di averlo con largo anticipo previsto. Avendo i contiani inanellato, dal governo dei peggiori in poi, una serie di fallimenti e di incapacità evidenti che ne significano piuttosto macerie di quello splendore e di quella brillantezza che li contraddistingueva prima del nuovo statuto, voluto proprio dall’attuale presidenza nel 2021. Quando Conte giunse a maturare, finalmente, di doversi pur iscrivere quantomeno al movimento che guidava e che gli era stato servito su di un piatto d’argento. Fallimento non solo in termini di voti. Un appiattimento a sinistra che ne fa piuttosto un format modello PD 2.0, come è evidente. Ma queste evidenze qualcuno, finalmente, forse, sta ponendo sul tavolo di trasformazioni ed evoluzioni che hanno totalmente devastato quell’esperienza, durata un decennio, che aveva portato ad una partecipazione ed un ravvivamento del sistema politico grazie ai grillini. Come si amava chiamarli. D’altronde anche Grillo è stato fatto fuori. Dopo l’enorme perdita dei Casaleggio ( il figlio Davide cacciato anche dopo la sottrazione della piattaforma Rousseau compiuta sempre dal conte). Ma che, altrove, avrebbero fortemente piuttosto messo in discussione la leadership con la pochette, alla luce di ciò che accade. E che non accade. Fumo negli occhi. Null’altro che fumo. In Molise tranne qualche uscita periodica critica e autocritica di Andrea Greco, nel medesimo verso anticontiano, l’ex Movimento è stato capace di dilapidare un capitale elettorale che ne aveva fatto il primo partito regionale. L’esperienza parlamentare era stata dilaniata dalla diserzione immediatamente dopo essere stato eletto di Di Marzio. E dalle sospensioni ed espulsioni, per non aver appoggiato il governo Draghi, di Fabrizio Ortis e Rosalba Testamento. Che avevano convogliato il loro mandato proprio nella iniziale genesi di Alternativa. Poi il primo naufragato nel nulla e la seconda quale candidata alle ultime regionali in Costruire Democrazia. La forza civica che ora padroneggia la coalizione di centrosinistra. E che, peraltro nel medesimo tempo, ha compiuto il recente ribaltone avverso alla stessa coalizione di sinistra presso il comune di Campobasso, dopo aver supportato il loro candidato sindaco. Sempre per conto e per nome della famigerata coerenza. Che attesta l’ennesimo inganno ai cittadini e agli elettori. Ma che sopravvive alle solite dinamiche della DestraSinistra, da Noi di Alternativa Molise ovunque denunciate. A quei civici dobbiamo unicamente le positive iniziative legali che tenteranno quantomeno di arginare la scaltrezza del centrodestra clientelare e l’inerzia dell’immobilismo e dell’impotenza, non solo nei numeri, delle opposizioni. Superstite, poi, il contiano di ferro Antonio Federico, attuale cordinatore regionale. Di lui non c’è traccia palpabile a favore del Molise, seppur fedelissimo sino all’ultima ora di quella esperienza parlamentare. E fino a tutt’oggi. L’appiattimento nel centrosinistra, l’incapacità di argomentare incisivamente, la fame di poltrone, l’inserimento di Gravina ( da sindaco di Campobasso a catapultato consigliere), e tutte le incoerenze ereditate dalla originale scelta contiana sono i segni indelebili di una trascinarsi stanco, senza senso e senza entusiasmo. Soprattutto senza futuro e con un amaro destino segnato. Il movimento in Molise è ormai morto e legato al destino dei suoi pseudoalleati, senza alcuna possibilità di competere con il centrodestra. Se non accontentarsi, come tutti gli altri, di scaldare gli scranni rimasti liberi.

Alternativa Molise

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