Miss Italia a Campobasso, la parola a Emma De Capoa: un’amministrazione attenta alle pari opportunità educa alla valorizzazione delle differenze

di Emma De Capoa
Allieteranno questa culturalmente spenta e caldissima estate campobassana le finali regionali di Miss Molise 2026, evento promosso e finanziato dalla giunta Forte.
La motivazione che si legge nella delibera di impegno è la promozione dei luoghi più caratteristici della città e del marketing territoriale e la convinzione che “….l’iniziativa possa contribuire alla valorizzazione dell’attrattiva turistica e culturale (!!) della città…..”
La notizia mi ha fatto storcere il naso, ma non mi ha meravigliato affatto.
Meravigliato mi ha, invece, il silenzio di una Consulta comunale della pari opportunità, di una Commissione parità e pari opportunità della regione Molise e di chi, in passato, si è adoperato per la promozione in città delle pari opportunità.
Pari opportunità di cui nessuno più si sta occupando e la promozione di un evento del genere ne è la prova lampante, che non lascia spazio a dubbi o giustificazioni di alcun genere.
Un’ amministrazione attenta alle pari opportunità promuove percorsi di informazione, formazione e sensibilizzazione per educare alla valorizzazione delle differenze di genere ed al superamento di tutti gli ostacoli che si frappongono al conseguimento di una effettiva parità uomo-donna, non promuove concorsi di bellezza
che sono e restano anacronistici quanto discriminatori, come anacronistico e discriminatorio è promuoverli quando si dovrebbe implementare – soprattutto a livello istituzionale – la parità di genere.
Anacronistici perché i tempi sono cambiati e si sta finalmente diffondendo un movimento sociale e culturale, la body positivity, che sta cercando di superare i tradizionali standard estetici imposti dalla società e dai media, opponendosi al body shaming, cioè alla discriminazione basata sull’aspetto fisico e spostando l’attenzione dall’estetica alla salute e al rispetto di sé e degli altri.
Discriminatori perché, nonostante i tempi siano cambiati, continuano a promuovere una immagine della donna legata al solo aspetto fisico, al suo essere oggetto da valutare e possedere.
Negli ultimi decenni si è cercato di ” attualizzare” i concorsi di bellezza , modificandone i regolamenti e cercando di farli apparire come occasioni per premiare non la sola bellezza fisica, ma altre doti come il talento, l’intelligenza, la capacità di pensiero , la cultura, l’espressione di opinioni politiche e sociali.
Come pure si è anche e addirittura ritenuto che l’emancipazione femminile e, in particolare, l’empowerment, possano realizzarsi, anziché attraverso i noti percorsi, proprio partecipando a queste gare di bellezza; e ancora – come sostiene la nostra amministrazione – possano finanche promuovere il territorio e costituire attrattiva turistica e culturale!
Resto della convinzione che i concorsi di bellezza hanno da sempre e continuano tuttora a legittimare un sistema che oggettivizza il corpo della donna, promuovendo rigidi protocolli estetici che non lasciano spazio alle diversità ed alle imperfezioni e che inevitabilmente creano discriminazioni.
Concludendo, anche con questo evento l’amministrazione comunale riuscirà, almeno per qualche ora, a distogliere l’attenzione dagli irrisolti ed accantonati problemi reali, offrendo ai cittadini “cibo e divertimento” così come strategicamente si faceva in altre epoche.


