Micologia e mitologia, giornata di studio a Montaquila: dalle storie di Babbo Natale e Nerone fino ai consigli pratici per non raccogliere funghi velenosi e allucinogeni

Di Claudio Iademarco
Dalla leggenda di Babbo Natale legata a un genere di funghi allucinogeni fino alla legge regionale che regola la raccolta degli esemplari epigei buoni per tutti passando per quelli tossici e mortali.
Sono stati questi i temi fondamentali del convegno svoltosi a Montaquila voluto dal gruppo degli alpini e dall’amministrazione comunale rappresentata dal consigliere Michelino Rossi.
Una giornata di studi intitolata “Micologia per tutti” voluta anche e soprattutto dalle tecniche della prevenzione Federica Ianieri e Giada Caccia che in apertura del dibattito hanno spiegato la loro funzione.
Gli obiettivi sono promuovere una conoscenza diffusa, capire quali sono i funghi pericolosi e al termine di tutto tutelare la salute pubblica.
Si tratta di professioni sanitarie direttamente collegate con l’ Asrem che ha tra i livelli essenziali di assistenza anche l’obbligo di avere tecnici della prevenzione e micologi presenti su tutto il territorio regionale.

In passato i centri erano a Campobasso, Termoli e Larino per la provincia orientale del Molise e Isernia e Agnone per quella occidentale.
Ma anche tutto questo è finito purtroppo come i tanti servizi sanitari che vengono a mancare nel Molise.
A Isernia opera il micologo presente all’incontro di Montaquila, il professor Lello Giancola.
Suo è stato l’intervento in cui si sono chiarite cose che in Molise si possono o non si possono fare quando si raccolgono i funghi.
La normativa sostiene che se ne possono raccogliere massimo tre chili più un esemplare unico che non va tagliato.
Chi ne vuole raccogliere di più spesso taglia la parte inferiore del fungo, quella che termina sotto la superficie.
Ma spiega il micologo che si tratta di un grosso errore. I funghi vanno raccolti per intero perché è proprio la parte inferiore che permette di distinguere un comune fungo prataiolo, totalmente mangiabile, dalle specie tossiche o addirittura mortali come l’ Amanita Falloide, di cui bastano 50 grammi (crudi o cotto non ha importanza) per ammazzare una persona di 80 kili di peso. Maggiore è il peso di uomo o donna e maggiore è la quantità di fungo velenoso che serve per morire.
A un bambino di pochi chili bastano anche 5 grammi.
Per prevenire è importante che chi cerca i funghi li porti ad analizzare al centro micologico di Isernia o di Campobasso.
Lo stesso professor Giancola ha sconsigliato di inviare la foto di un fungo su whatsapp. Perché tramite il messaggio se ne possono guardare forma e colori ma non si può sentire l’odore, fondamentale per stabilire se il fungo è mangiabile oppure tossico.
Prima di lui è intervenuto il micologo campano Marcello Boragine. Il quale oltre a dare una serie di consigli su come mangiare o non mangiare i funghi si è intrattenuto anche su racconti storici o mitologici legati al fungo stesso.
Tra i personaggi illustri morti per avvelenamento da funghi ci sono anche Papi ed Imperatori Romani.
Tra questi Appio Claudio, avvelenato dalla moglie Agrippina che lo voleva morto per far salire al potere suo figlio Nerone.
A quei tempi non esistevano le autopsie quindi non si poteva nemmeno risalire a chi aveva ucciso e perché.
I funghi hanno anche poteri simili a quelli delle droghe. Sono i cosiddetti funghi allucinogeni. Tra questi un fungo particolare con la parte superiore rossa che mangiato dalle renne produceva una sostanza particolare che veniva urinata dagli animali. La stessa, bevuta dagli esseri umani, si diceva che producesse la visione di Babbo Natale e da qui la leggenda di questo famoso vecchio che porta i regali ai bambini a Natale.
Oltre ai racconti mitologici anche consigli pratici: raccogliere solo funghi integri e ben conservati, quelli non sicuri vanno messi in un cestino a parte, usare solo cestini rigidi e aerati ( mai chiudere i funghi in buste di plastica).
Vietata la raccolta in zone inquinate ma soprattutto diffidare della tecnologia e delle applicazioni da telefono e da social perchè i funghi si possono somigliare per il loro aspetto generale ma non essere gli stessi.
I funghi raccolti vanno sempre portati all’ispettorato micologo dell’ Asrem, i funghi velenosi e non commestibili verranno distrutti.
Tra i consigli ci sono quello di cuocere sempre i funghi e non farli mangiare a persone con problemi gastroenterologici, a bambini, a donne in gravidanza e a persone fragili tra cui principalmente agli anziani.
I micologi hanno affrontato anche il tema delle intossicazioni.
Tenere sotto controllo entro le sei ore dal pasto di funghi sintomi come vomito, diarrea, sudorazione o allucinazioni.
Dopo le sei ore con alcuni tipi di fungo può succedere che ci siano danni al fegato e ai reni.
Se si avvertono questi sintomi è fondamentale recarsi immediatamente al pronto soccorso.
Se possibile portare con se la busta dell’immondizia contenente alcuni residui di fungo crudo, o una foto dei funghi prima della cottura.
Il tempo è prezioso per evitare danni agli organi. Quindi prima si va al pronto soccorso e meglio è.
Una giornata molto importante che è terminata con una dimostrazione pratica di classificazione di funghi dove gli intervenuti hanno potuto porre tutte le domande più disparate.


