Medici e stipendi, se Responsible piange la sanità pubblica non ride: ecco la situazione nel dettaglio

Dopo mesi di attenzioni su Responsabile Research forse è il caso, tra mutismo e rassegnazione, tra complicità e inerzia, affrontare altro. Recentemente è stato reso noto il decreto ingiuntivo nei confronti di Asrem relativo alla attività aggiuntiva svolta presso il Veneziale. Ma nessuno si accorge di ben altro. Intanto il numero di decreti ingiuntivi è destinato a moltiplicarsi. Il direttore generale rassicura tutti sui livelli minimi di assistenziali, così fortemente criticati dalle tabelle Gimbe. La rete ictus è partita, ancora non si è reso noto bene come, ma con un protocollo che è stato parzialmente diramato.
Sembra che il servizio 118 sia stato fornito di diverse direttive. Si è partiti in un modo o nell’altro, a dispetto delle criticità che la medesima direzione sanitaria Asrem, per mezzo di quanto avanzato, in un primo momento, dal direttore sanitario Bruno Carabellese aveva evidenziato. Insomma connubio fatto tra la stroke unit di Campobasso e Neuromed. Tra loro chilometri di terra da percorrere. E i tempi bui da Percopo a Toma sino a Florenzano sembrano lontani e soltanto un brutto ricordo. Anzi surrealta’. Va tutto bene insomma. La dirigenza Asrem gode di buona salute. I media locali non sono più accaniti.
Nessuna critica. D’altronde le nomine aziendali soggiaciono verosimilmente anche a condizionamenti politici. Figuriamoci mediatici di parte. Le responsabilità in qualche modo si equivalgono. Il sindaco di Isernia ha mostrato i muscoli per primo e chiede il conto sui dati relativi alla emodinamica. Ovviamente non basterebbe. Né la logica dei numeri può essere il movente di una reale opportunita’ di opposizione che faccia da contraltare all’ipotetico piano sanitario regionale del prossimo triennio. Abbiamo già ricordato recentemente le vere condizioni del Veneziale. Si è a caccia, da diverso tempo, di risorse umane, per il personale medico in particolare. Per i reparti di emargenza – urgenza, specificamente pronto soccorso e anestesia e rianimazione. Mancano oltretutto come da noi precedentemente evidenziato le rassicurazioni sulla funzionalità della emodinamica 24H, sovente in sofferenza. Più di quanto immaginiamo.
Manca la definizione di percorsi e protocolli contestualizzati. Manca la rete pediatrica. Manca un punto nascita neonatolgico. Per esempio. Qualcuno tra i comitati, rinati come i funghi, ha sostenuto che purché permanga un edificio ed una tabella ospedaliera andrebbe tutto bene. Ovviamente non è così. Se un Ospedale pubblico non eroga assistenza performante e di qualità chiediamo quale sia il senso. Così come da più parti politiche giunge l’elemento di rassegnazione per effetto del quale l’integrazione con i privati è un gioco di forza inelluttabilmente accettabile e digeribile. Poi magari diverrà indigesto. Ma il progetto di degradazione della sanità pubblica in Molise è giunto ai massimi termini. Ed è partito da lontano. Nessuno è colpevole? Non è proprio così. Il disavanzo pubblico e le convenzioni con i privati che si allargano a macchia d’olio? Nessuno dice nulla. I tetti di spesa fissati dai commissari a 100e più milioni di euro. Non si batte ciglio. Intanto l’affannosa ricerca di personale mentre se ne assiste ad una continua emorragica fuga non vede fine. L’integrazione è di fatto compiuta.
Abbiamo evidenziato il caso proprio del pronto soccorso, di Agnone, dell’Ortopedia e della Anestesia e rianimazione di Isernia. I più evidenti. Chissà poi perché questi concorsi pubblici vadano deserti nessuno se lo chiede. Non sarà mica per la disorganizzazione devastante, la scarsa qualificazione e valorizzazione professionale, per lo di stato di complicità corruttiva e impossibilità di crescita e carriera? Per l’eccessiva burocratizzazione e digitalizzazione del lavoro nella pubblica amministrazione, dettata come uno degli obiettivi aziendali? Forse un giorno non ci sarà bisogno del medico. Qualche robot ( la chiamano telemedicina?) farà il lavoro al posto di un essere umano. Li incontriamo nelle corsie questi medici. Campobasso è in affanno quale hub regionale. Papà Google farà le autodiagnosi? Quello che però è peculiare è l’avvento di pensionati e libero professionisti. Non solo. Per essi fondi disponibili, pagamenti puntuali mensili, ad 80 euro l’ora, autocertificazione degli orari svolti, mancanti obblighi contrattuali ( possono fare tardi al lavoro, magari provenienti da fuori regione; possono non presentarsi a lavoro senza alcun obbligo di giustifica, scoprendo servizi, etc).
Non hanno neanche l’obbligo di marcare le loro presenze all’interno di una pubblica amministrazione. L’ipotesi della violazione del decreto governativo, applicativo dallo scorso 31 luglio, sulla estromissione dei gettonisti dalle strutture ospedaliere dovrà pur diventare una normativa da rispettare. Per i dipendenti Asrem regolamenti rigidi, consigli disciplinari, audit funzionali. Soprattutto pagamenti arretrati da mesi relativi alla attività aggiuntiva. Che è sostanza del mantenimento delle attività sanitarie e che rende prigionieri e funzionali al servizio. Proprio a quei livelli minimi assistenziali delle strutture ospedaliere. Questi decreti ingiuntivi sono destinati a crescere. Nel silenzio globale . Nell’ignoranza della giunta regionale che sembra commuoversi quotidianamente, avendo preso a cuore, per la situazione di Responsible. La presidenza regionale ha assicurato l’intervento salva dipendenti. E non alza un dito per difendere i dipendenti del pubblico?
Notate le differenze. Forse troppo viene trascurata la dignità della sanità pubblica. E si spiega anche perché, forse, si faccia così tanta fatica a reperire professionalità adeguate. Continueremo a segnalarvi queste anomalie. E ad attendere che venga mosso un dito. Forse.


