Marcinelle settanta anni dopo. A Ferrazzano la presentazione di “Corpi al Macello” di Giovanni Mancinone: 45 miliardi di euro non utilizzati dal Governo per la formazione nei luoghi di lavoro

Sono 45 i miliardi di euro che il Governo italiano non ha speso per la formazione sui posti di lavoro.
É questo il dato drammatico reso pubblico dal collega Giovanni Mancinone nella presentazione del libro “Corpi al macello” a Ferrazzano in occasione del 70esimo anniversario della tragedia mineraria di Marcinelle. Dove morirono 262 persone, di cui 136 italiani, 7 molisani e 4 persone di Ferrazzano.
L’evento è stato voluto fortemente dal sindaco Vincenzo Sforza ed è stato moderato con grande competenza dall’imprenditrice Rita Carroccia. Ha voluto questo evento anche la libreria indipendente Risguardi di Campobasso.
Il problema dei morti sul lavoro non è affatto risolto, la formazione sui cantieri e nelle fabbriche manca totalmente e si inseriscono al lavoro persone che non vengono preparate sulle loro mansioni e non essendolo rischiano di morire e muoiono. Purtroppo la globalizzazione non ha aiutato i temi della sicurezza sul lavoro. Ma ha avviato in modo drammatico anche il precariato, che è una concausa diretta degli incidenti.
E da Marcinelle a oggi non cambia nemmeno il modo di vedere gli immigrati. Se oggi in Italia si vive ormai di pregiudizi, ai nostri nonni emigrati in Belgio non affittavano nemmeno le case. Gli emigrati erano costretti a vivere nelle baracche, che diventavano luoghi di aggregazione, dove c’ era un’unica grande cucina e fino a sette lavandini dove si lavavano piatti e panni. E chi era comunista non poteva partire per il Belgio come non partivano nemmeno per l’ America.
I familiari dei morti di Marcinelle non sono mai stati risarciti. Uno dei morti molisani non è stato mai riconosciuto. La conta dei cadaveri iniziò solo qualche giorno dopo. L’ultimo fu recuperato nel 1957. Un anno dopo.
L’autore del libro ci dice anche che questa tematica è di poco interesse anche sui media nazionali e locali .
La presidente di Legacoop Chiara Iosue ha sottolineato che a contribuire sulla mancanza sicurezza sul lavoro c’è il mancato rispetto degli orari di lavoro e lo stress per mancanza di riposo. Il caporalato viene poi gestito da false cooperative e molto spesso non si trova personale per i lavori più faticosi. Nel 20% dei casi in edilizia sono impiegati immigrati. Senza di loro non si potrebbe costruire perché gli italiani nei cantieri hanno un’età tra i 55 e i 60 anni.
Rosa Di Cairano consulente del lavoro sottolinea che molto spesso sono proprio le aziende a credere, erroneamente, che la formazione sul lavoro costi più che la malattia. È invece il contrario. La formazione è gratis mentre la malattia ti costringe ad assumere altro personale.













