Maltempo, oggi l’incontro a Roma con Salvini: dopo la frana di Petacciato lo scenario apocalittico dovrebbe portare alla concessione immediata dell’emergenza

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Uno scenario apocalittico per il Molise oggi dovrebbe essere presentato dal presidente della Regione Francesco Roberti e dall’ assessore Michele Marone all’indirizzo del Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini e al capo della protezione Civile Fabio Ciciliano.

La situazione già critica dal giorno i cui è crollato il Ponte sul Fiume Trigno sulla statale 16 adriatica, interrompendo di fatto il collegamento, si è aggravata nella giornata di ieri alle 11.32 quando il movimento franoso su Petacciato ( una terra che si muove ormai dal 1916) ha ripreso a danneggiare il territorio.

La frana sul Costone ha danneggiato l’ autostrada A 14, provocando la chiusura del tratto tra Poggio Imperiale e Vasto Sud.

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Ma non basta. Lo stesso movimento franoso ha provocato la deformazione della Ferrovia. Si tratta di deviazioni di almeno dieci centimetri.

Conseguenza? Circolazione bloccata anche sul tratto ferrato. Significa quindi isolamento e modifica totale della viabilità, caricando di mezzi pesanti anche le strade provinciali.

Uno scenario a cui si aggiunge l’ evacuazione di almeno 40 famiglie che hanno le case sulla frana. Sono stare sistemate, per ora, in alberghi e bed and breakfast ma la situazione va assolutamente stabilizzata.

Per non parlare di quanto avvenuto anche nell’ altomolise dove la situazione resta critica nella zona dell’ agnonese. Chiuse le scuole in tutta la provincia di Campobasso sempre a causa dei movimenti franosi e strade quasi cancellate nella zona di Fossalto.

Insomma quanto basta per permettere a Salvini e Musumeci, oggi pomeriggio, di firmare immediatamente lo Stato di emergenza.

E non solo. Ci potrebbero essere, soprattutto dopo il muoversi della frana di Petacciato, le condizioni anche per ottenere lo stato di calamità naturale. Sebbene per mitigare questa frana dal governo del Movimento Cinque Stelle furono inviati circa 34 milioni di euro per intervenire sulla frana.

Era allora il 2019, di movimenti franosi già si erano verificati quindi la situazione a cui stiamo assistendo oggi non era completamente imprevedibile come quella del crollo del Ponte Trigno.

Una frana che può essere solo mitigata, ma va fatto subito. Non può essere bloccata una nazione per una pioggia di soli 5 giorni. Un disastro annunciato? Lo sapremo solo andando avanti.

Intanto vediamo come sarà affrontato da Roberti e Marone l’incontro di oggi pomeriggio.