Luglio, il mese liturgicamente legato al Sangue di Cristo

di Nicola Zagaria
Luglio è mese liturgicamente dedicato al Sangue di Cristo. Il sangue è qualcosa di estremamente intimo. Ci fa comprendere che scorre dentro le vene. Di ciascuno di noi. Ci accomuna. Anatomicamente. Funzionalmente. Ci rende notoriamente vivi e vegeti. Ci nutre. Conduce l’ossigenazione. È tutto. La Vita. Risiede così uguale nell’Eucaristia. Corpo e Sangue. Esangue è Morte. È Cuore senza circolo. È Cuore Senza Anima. Siamo fatti uguali davanti al Cristo. Uguali nella croce. Uguali per la croce. Uguali con la croce. Il sangue di Cristo è infatti nel medesimo tempo dono. È donato da un uomo sulla croce per la salvezza dell’Uomo. A misura della salvezza di ciascuno. A significare che il sacrificio modella il sacrificio di ciascuno. Nella vita del percorso terreno. Nel donarsi totalmente a sé stessi e con tutto sé stessi. Al Cristo che si è donato per noi. Si dona per noi sempre. Tutti i momenti. Indistintamente. Senza condizioni. Ai fratelli del percorso. Perché dopo il percorso il sangue che scorre versato assurge ad un senso esaltante e totalizzante.
Tutto per tutti nella genesi della nuova vita che sconfigge la morte. Quella del Corpo. Quella dell’Anima dello Spirito che fluisce dentro.


