Lottare insieme a tutti i discriminati e isolare i “femminismi nemici”: ecco le “Alleanze ribelli” di Viola Carofalo

Riconoscere quali sono i problemi delle donne, creare alleanze con le altre persone oppresse ( persone che subiscono razzismo, poveri e qualsiasi tipo di ultimi) e tentare di mettere insieme tutte le oppressioni per creare una lotta in grado di permettere a tutti di poter uscire dalla sottomissione. È questo il progetto politico della casa editrice Mi Ti che ringuarda le trasformazioni delle lotte spagnole del 2019. Il libro è stato tradotto in italiano grazie anche alla fondatrice di Potere al Popolo Viola Carofalo, docente di filosofia all’Università di Napoli. A Campobasso la presentazione alla Libreria Risguardi. Si parte dal femminismo materialista, che è l’esempio da seguire secondo le alleanze ribelli, fino a riconoscere che ci sono femminismi nemici, quelli delle donne di destra, figlie dei capi di Fratelli D’Italia per quanto ci riguarda, che sulla deriva securitaria derivante dalla violenza sulle donne hanno costruito la loro fortuna. Su questo e anche su altro la nostra intervista a Viola Carofalo
Unire i femminismi quindi è difficile come unire i comunismi secondo la Carofalo. E di comunisti che hanno tradito oltre al Pd ci sono da registrare anche quelli trasmigrati a destra come Marco Rizzo. Anche lui sul lato securitario del femminismo ma nulla sulle reali esigenze delle donne. Che hanno bisogno di lavorare e di rendersi indipendenti economicamente anche per poter dire quel no tanto richiesto dall’ultimo ddl Bongiorno,. Carofalo ha parlato anche delle vittime di violenza. Il loro dolore è troppe volte strumentalizzato da parte di chi vuole fare politica su esso. Ma molto spesso la vittima stessa fatica ad uscire da quel ruolo per essere accolta nuovamente dalla società con quello che è e sa fare. Nella vittimologia esistono anche le vittime buone, che stanno ferme e aspettano, e quelle cattive che cercano di uscirne e rifarsi una vita al di fuori. E il femminismo nemico è proprio quel tipo di vittima a non voler riconoscere. Si parla poi troppo di vittime, anche l’8 marzo, dimenticando quali sono gli altri problemi delle donne. Tra questi il lavoro che non esiste ( una donna su due non ha una occupazione). Importante per il femminismo materiale anche l’intersezionalismo. Che prevede anche alcuni uomini tra le persone sfruttate e discriminate ( poveri e neri in primis). Come arrivare alle masse? È difficile perché ora non ci si mette insieme per superare le discriminazioni. Ma si fa ancora a gara tra chi subisce la cosa più brutta che deve diventare nella lotta la persona più importante da ascoltare. Questa è la sfida del femminismo materiale e intersezionale.


