Libertà di stampa e politica, solidarietà a Telemolise per la vicenda Isernia. Occorre tuttavia che si torni a essere un quarto potere indipendente

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La libertà di stampa è una cosa sacrosanta: lo definisce l’ articolo 21 della Costituzione italiana.

Tuttavia il potere politico troppo spesso fa finta di non saperlo. Il motivo è uno solo: il drastico calo delle vendite per quanto riguarda i giornali cartacei e la diminuzione della pubblicità anche nelle TV e nei giornali online, costringono troppo spesso gli editori a rivolgersi al potere politico pur di sbarcare il lunario.

Tutto questo ma non solo. Accade troppo spesso soprattutto in Molise, che i portavoce dei politici lavorino anche sulle testate televisive e online. Generando un corto circuito pericoloso proprio per la libertà di stampa.

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Quale giornalista che lavora per il politico x in qualità di portavoce o di addetto stampa ha poi la mente e la penna libera per parlare dello stesso politico quando lavora nell’emittente TV o sul giornale online che lo ha contrattualizzato? Nessuno.

Diverso il discorso del giornalista che non ha contratto con nessun politico ma che per un periodo di tempo decide di candidarsi in un partito politico. Da libero cittadino chiunque può decidere di fare politica. Basta che nel periodo in cui si è candidato non presta servizio come giornalista e si autosospenda. Questo è accaduto a chi scrive, essendo stata candidata sia alle elezioni regionali che alle comunali di Campobasso.

Nel periodo della campagna elettorale però Controvento ha stoppato le sue pubblicazioni per poi riprendere a campagna elettorale terminata.

In questo contesto politici locali si permettono di offendere la stampa.

Sarebbe avvenuto in consiglio comunale a Isernia, dove la collega Valeria Migliore di Telemolise è stata oggetto di dure critiche da parte del sindaco di Isernia Piero Castrataro.

In questo caso la situazione è stata prontamente segnalata al presidente dell’ordine dei giornalisti Vincenzo Cimino. Che successivamente ha inteso intervenire in sostegno della collega della TV.

Ovviamente condanniamo il gesto del potere politico. Esprimendo la massima solidarietà anche a Telemolise emittente coinvolta.

Tuttavia condanniamo allo stesso tempo il sistema Molise. Dove non dovrebbe succedere mai che un giornalista che lavora per un politico x sia anche nell’organico di TV e giornali telematici.

È questo confine ormai rotto da tempo che da forza al politico. Che gli permette di avere la parola in più sul nostro operato.

Chi si dovrebbe impegnare affinché non accada più? Oltre all’ordine dei giornalisti anche i politici stessi. Proponendo all’iscritto all’ordine contratti di lavoro dignitosi che permettano al lavoratore di scegliere se essere portavoce o addetto stampa oppure giornalista.

Insomma siamo di fronte al cane che si morde la coda. Sapendo questo i politici, che poco fanno per liberare la categoria dal giogo della dipendenza, dovrebbero quantomeno tacere quando vedono il giornalista asservito: sono loro stessi a volere questo.

Il cancro del giornalismo molisano e anche nazionale è quello di non riuscire a sopravvivere a se stesso.
Invertire la rotta non è facile come non lo è navigare controvento in questa realtà.

Noi ci proveremo assicurandovi dal 2026 l’avvio di inchieste specifiche che riguardano il nostro mondo.