Libera Molise rinasce con Don Alberto Conti: saremo un gruppo, Don Ciotti ci chiede di evitare di essere navigatori solitari

A due anni da uno degli incontri tra Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e Don Alberto Conti, nasce il nuovo coordinamento di Libera Molise. Al fianco del nuovo presidente regionale ci saranno per la provincia di Isernia l’avvocata Iulia Iemma e per quella di Campobasso la professoressa Silvana Maglione.
Questo nuovo coordinamento regionale aderisce in toto alle linee nazionali di Libera e si impegna nelle seguenti attività: ✓ Sensibilizzazione ed educazione alla legalità, anche attraverso momenti di approfondimento con magistrat, giornalist, familiari di vittime innocenti delle mafie. ✓ Incontri nelle scuole di ogni ordine e grado del no-aro territorio, per sensibilizzare le ragade e i ragazzi alla legalità, alla giustizia sociale e alla cittadinanza attiva. ✓ Promozione e sostegno alle campagne nazionali di libera. ✓ Organizzazione di imitative con le scuole del nostro territorio in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo di ogni anno. ✓ Monìtoraggio dei beni confiscati alle mafie ricadenti nel tlotro territorio.
V Tutela dell’ambiente promuovendo la cultura della sostenibili tà e la tutela del paesaggio. ✓ Tutela e promozione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori al fine di favorire la coesione sociale. ✓ Creazione di sinergie con persone, enti, associazioni, presenti sul territorio e sensibili alle attività del presidio, in modo da rafforzare la cittadinanza attiva.
Su queste abbiamo intervistato il presidente regionale Don Alberto Conti.

Come è nata l’idea di rilanciare Libera Molise e cosa cambia dall’ organizzazione precedente?
L’idea è nata da un impegno che ho preso con Don Luigi Ciotti, più o meno due anni fa. Libera nel Molise c’è stata già nel passato, per questo un ringraziamento va a Franco Novelli e a tutti quelli che negli anni passati si sono impegnati per portare avanti gli ideali di Libera anche nel Molise. Cambiano solo i nomi che ci sono adesso, l’impegno di Libera resta sempre quello di osservare il territorio, di fare formazione e di impegnarci al fianco delle forze dell’ordine e della magistratura, non solo per il contrasto alle mafie, ma nell’impegno a combattere per la legalità.
Quale la situazione del Molise? Qualcuno dice che questa terra non si è mai liberata dal potere politico e dal malaffare?
Sicuramente la politica ha bisogno di essere rinnovata e di ritrovare la sua vocazione, che è quella di mettere al centro l’uomo coi suoi diritti e con la sua dignità. Non ci dimentichiamo che in molte parti del Molise, nella parte dove vivo io che è l’ Altomolise, la zona di Trivento, il diritto alla salute non esiste, si tratta di un diritto Costituzionale che deve essere uguale per tutti i cittadini. Per questo motivo c’è il bisogno della politica che torni ad essere veramente l’ arte che possa garantire i diritti Costituzionali, tra cui quello nelle nostre zone di curarsi.
Il problema della sanità è fondamentale. Per quanto riguarda l’ambiente quale il vostro impegno?
Siamo attivi e sappiamo che nella zona di Venafro c’è un’ associazione di mamme che si sta occupando (mamme per la salute ndr) di alcune situazioni difficili riguardo all’ aria inquinata. Anche su questo Libera si impegnerà ad essere accanto a questi movimenti.
Tra le persone che la affiancheranno Iulia Iemma per la provincia di Isernia e Silvana Maglione per quella di Campobasso. Quanto Libera crede nell’impegno femminile?
Dal punto di vista della lotta le donne sono molto più attive ed impegnate di noi uomini. La presenza femminile è una presenza molto importante.
Come concilia questo impegno di Libera Molise con quelli della Caritas Diocesana
É un bell’impegno, a tratti un pochino faticoso, perché oltre alla Caritas di Trivento sono delegato anche per tutto l’ Abruzzo e Molise. Non sono solo, sono accompagnato, stiamo costruendo una squadra. Che non è un io ma un noi che cerca di costruire la storia di Libera, come ci insegna Don Luigi Ciotti che ci dice sempre di evitare di diventare navigatori solitari. C’e bisogno di fare comunità, c’è bisogno di lavorare tutti insieme. Sono insieme ad altri, a tutti quelli che ogni giorno si impegnano per costruire una civiltà nuova, basata su giustizia e amore.
Libera Molise è aperta anche a nuove adesioni?
Assolutamente sì. Ufficialmente siamo partiti la settimana scorsa, la nostra attenzione deve essere soprattutto verso il mondo della scuola. Cerchiamo quindi insegnanti, a breve proporremo un corso online diretto a loro. La nostra attenzione sulla scuola deve essere una priorità.
Quanto è invece importante comunicare all’ esterno quello che fate?
C’è bisogno di comunicare perché c’è bisogno di partecipazione. Credo che uno dei mali più grandi dei nostri giorni sia l’indifferenza. Siamo indifferenti a quello che succede nel mondo, queste guerra disumane alle quali ormai stiamo facendo l’abitudine. C’è indifferenza anche verso quello che succede sulle nostre strade, nei nostri paesi. Dobbiamo uscire fuori dalle nostre case, troppe volte restiamo dietro la finestra a guardare come spettatori quello che succede. L’impegno di Libera e anche quello di noi cristiani è quello di scendere sulla strada e farsi samaritani verso le persone che incontriamo. Soprattutto coloro che soffrono di più e sono emarginate a causa dell’ingiustizia che in questo mondo cresce sempre di più e che porta grossi problemi.
Quante ingiustizie avete avuto modo di toccare con mano anche con i vostri precedenti incarichi?
Nel Molise è la disuguaglianza di cui parlavo prima, dove i diritti non sono uguali per tutti. Anzi sono diventati privilegi perché c’è chi può e chi non può. Soprattutto sulla sanità pubblica che non c’è quasi più e per questo bisogna fare ricorso alla sanità privata. Tutto questo provoca tanta sofferenza. Ci sono tante persone che arrivano nei nostri centri di accoglienza Caritas che affermano di non potersi curare perché non hanno i soldi. E per questo rinunciano alla cura.


