Legge sul Consenso, interviene l’avvocata Iemma: non sulla pelle delle donne, questa riforma è un passo indietro

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Di Iulia Iemma


Come donna, come cittadina e, non ultimo, come avvocato, sento il dovere di rompere il silenzio sulla proposta di legge della senatrice G. Bongiorno della Lega che viene presentata come un passo in avanti, ma che rischia di trasformarsi in una trappola procedurale per le vittime: quella sul cosiddetto “dissenso” nella violenza sessuale. La vera rivoluzione giuridica che l’Europa e la Convenzione di Istanbul ci chiedono è il passaggio al modello del “Solo sì è sì”. Il reato deve sussistere ogni volta che manca un consenso esplicito, libero e consapevole. Non abbiamo bisogno di norme manifesto che inaspriscono le pene sulla carta ma rendono la prova del reato un percorso a ostacoli per chi denuncia. Lo Stato deve proteggere, non esaminare il grado di resistenza delle donne. La libertà sessuale è un diritto assoluto: non è il “no” a dover essere dimostrato, è il “sì” che deve essere preteso.
Prendo le distanze da un’impostazione che non riconosce la complessità della violenza e che, dietro una facciata di rigore, rischia di riportare il diritto penale indietro di trent’anni.

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