L’editoriale/ Per una regione che sta morendo una sola parola: VERGOGNA.Ci vorrebbe una grande manifestazione popolare chiamata Molise

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Sanità allo sfascio, e le ultime novità sul Po 2026-28 lo confermano, trasporti ridotti al lumicino, industria che sta cedendo il passo con una futura inevitabile chiusura di Stellantis a Termoli dopo l’ abbandono del progetto della Gigafactory da parte della proprietà.

Questo è il quadro tragicomico che sta vivendo questi giorni il Molise. Tutti a dare la colpa alla politica, chi alla maggioranza che non ascolta. Altri a una minoranza che non riesce a incidere nelle decisioni della maggioranza. A contorno anche la campagna referendaria sulla magistratura. Di cui sembra interessare alla politica perché, soprattutto nel fronte del sì, si moltiplicano le iniziative con i simboli di Fratelli D’Italia e della Lega. Sembra, se si guardano i social, interessare di più questo argomento che i guai strettamente molisani.

Il tutto condito da video anonimi di cui tutti sanno e in pochi parlano, che denunciano lo stato delle cose riguardanti la clinica Neuromed di proprietà della famiglia Patriciello.

Pubblicità

Il vero problema è questo: l’ anonimato dei social e delle chat whatsapp finiscono inevitabilmente per annacquare la lotta che ha abbandonato definitivamente la piazza.

Si preferisce guardare nel privato delle proprie chat whatsapp, fare il pettegolezzo tra amici, ma poi si torna a mangiare la pizza il sabato sera.

E la piazza? Abbandonata totalmente. Ci aspettiamo che domani, davanti alla sede del Consiglio regionale, si presentino tutti i comitati che negli anni hanno lottato per la sanità pubblica, in protesta.

Invece accade che l’azione politica dei consiglieri di minoranza resta totalmente isolata nelle aule del potere. Non ricevendo appoggio nemmeno dai loro partiti di riferimento, che si limitano al comunicato stampa e alla conferenza.

Può essere piazza il video Facebook? Può esserlo il video anonimo sulle chat whatsapp? Per chi scrive, abituata alle piazze degli anni 90 contro i governi Berlusconi, assolutamente no.

In altro campo le femministe si stanno muovendo per contrastare il Ddl Bongiorno. Per ora hanno almeno ottenuto il differimento della discussione parlamentare di 40 giorni. In attesa che ci pensi l’ Europa.

In Molise nulla accade. Niente tende davanti alla stazione di Campobasso. Niente davanti alla Stellantis di Termoli. La tenda davanti al Veneziale di Isernia rischia di diventare una protesta di Piero Castrararo,un sindaco stanco, inascoltato e sostenuto soltanto dagli affezionati che non sono più gli ottomila delle fiaccole di fine gennaio.

Una nuova grande manifestazione a Campobasso tra Giunta e Consiglio é quello che ci vorrebbe. Ma non solo per la sanità pubblica. La vertenza deve avere una sola parola: Molise.

Se non siamo noi i primi a pungolare la politica continueranno tutti, centrosinistradestra, a bivaccare nella loro abulia funzionale alla loro stessa rielezione.