Le ragioni del NO a Venafro. Della Ragione: chi ha paura della magistratura si dimetta dalla politica. Il Pm Vicino: va preservato il coraggio dell’ autonomia e indipendenza. Il Referendum non va politicizzato

Chi ha paura della magistratura si può anche dimettere dalla politica. Sono suonate forti le parole del sindaco di Bacoli Josi Gerardo della Ragione nel convegno svoltosi ieri pomeriggio a Venafro organizzato dalle associazioni del No e moderato dall’avvocata Iulia Iemma di Libera contro le mafie e di Avvocati per il no. Un momento di approfondimento sulla riforma che è stato pieno di spunti di riflessione tra cui quelli proposti dal sostituto procuratore della Repubblica di Nola Francesco Maria Vicino il quale ha smorzato i toni politici della consultazione dando spazio a questioni meramente tecniche e di avvicinamento del popolo al quesito referendario.L’intervento di Dalla Ragione è stato a metà tra il ruolo di sindaco di un Comune, quello di Bacoli, preso da tre problematiche gravi come il dissesto economico, il Covid e il bradisismo e la necessità di lottare affinché il referendum sulla magistratura non passi mettendo a serio rischio una Costituzione scritta 80 anni fa da padri e madri costituenti.
A Bacoli Della Ragione ha dato nuova vita anche a beni confiscati dalla mafia. Un sindaco quindi che non ha paura della magistratura, perché nella sua azione agisce sempre con trasparenza. Nell’intervista che ci ha rilasciato non ha mancato di dire che qualche denuncia la ha ricevuta pure lui. Ma crede nella magistratura che ha reso grande l’Italia grazie a nomi che hanno dato la vita: Falcone e Borsellino
Più tecnico l’intervento del Pm Vicino. Il quale ha ritenuto importante spiegare alcuni passi fondamentali della riforma della giustizia, soprattutto riguardo alla situazione del Pm che viene modificata, dell’ assoluto errore nella scelta del sorteggio che riguarderà i magistrati ma non la parte politica dei Csm e poi sull’ Alta Corte disciplinare, che servirà a trattare i magistrati come i peggiori eversivi. Sul pericolo del potere politico, che sceglierà chi e come perseguire, ha raccontato un aneddoto riguardante la sua carriera di magistrato. Quando si è trovato a dover gestire un comizio di Salvini in un comune di pertinenza della procura di Nola.Una manifestante ha tirato addosso un uovo al ministro. Per la ragazza lo stesso Salvini avrebbe voluto l’ arresto. Vicino come Pm non lo autorizzò perché aveva dalla sua il “coraggio” dell’autonomia e dell’indipendenza. Cosa che perderebbe con questa riforma in cui “nessuno avrebbe il coraggio di prendere decisioni come quelle della famiglia nel bosco”.
Nell’intervista che ci ha rilasciato abbiamo sintetizzato buona parte del suo intervento.
Il magistrato ci ha rivelato che sul referendum i meno informati sono gli anziani over 70 per ragioni di salute e di mancato interesse e i giovani tra i 18 e i 26 anni che, schiavi dell’ algoritmo social, spesso si trovano a non incontrare mai nel loro cammino niente sul referendum.


Cosa ne pensano l’avvocata Iemma e la Mot Greta Giannini del Comitato Giusto dire No Isernia? Ce lo hanno rivelato in questi contributi. Con la prima abbiamo approfondito questioni tecniche sul giusto processo e su quello che dovrebbe effettivamente cambiare nel settore della giustizia e con la seconda abbiamo sviscerato ancora i temi dell’ Alta Corte e della velocità dei processi.
La campagna elettorale referendaria continua in Italia e in Molise. Non è possibile parlare più di sondaggi. Chi lo fa pubblica soltanto fake news.


