Le proposte di Alternativa Molise per salvare la regione. Innanzitutto uno statuto speciale

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Poco meno della metà degli immobili molisani sono disabitati. Una questione di mercato evidentemente. Ma non solo. Più volte le associazioni di consumatori e di categoria hanno evidenziato problematiche inerenti occupabilita’, richieste troppo esose per affitti e vendite e verifiche di stato degli immobili. In un contesto stridente tra gli ambienti provinciali e quelli delle aree interne, praticamente abbandonate a sé stesse, nonostante gli enormi costi di amministrazione pubblica. Quest’ultima fa comodo alla politica che sguazza alla ricerca di conduttori di consenso, piuttosto che di benessere e sviluppo cosi contrastanti con l’abbandono. Un abbandono appunto di popolazione, di servizi, di dignità, di tradizione e di valido supporto istituzionale. Non è certo soltanto una questione geografica per un territorio difficoltoso e impervio come quello regionale. Sullo sfondo lo spopolamento devastante. Qualcuno intende risolverla con la semplicistica soluzione demandata al ritorno all’annessione all’Abruzzo. Null’altro che un ulteriore svilimento territoriale, umiliato dalle scelte politiche ben nascoste dietro le scrollate di spalle della deresponsabilizzazione e del tutto quantomeno discutibile. Peraltro in più aspetti l’Abruzzo è messo almeno come noi, se non peggio. I giovani fuggono dal Molise. Se studiano e lavorano fuori regione non tornano, per quanto attaccati affettivamente a questa terra. Un problema culturale della moderna società certo. Ma non solo.
C’è bisogno di dire perché? Come sia possibile? Queste domande semplicemente vanno girate a chi di dovere.
Ancora e sempre alle istituzioni chiediamo se si faccia qualcosa e cosa per evitare spopolamento e depauperamento di una regione piccola e di già poco popolata.
Ai cittadini molisani è doveroso raccontare come sia possibile che una classe politica non sia stata in grado, in anni e anni di amministrazione, da una parte e dall’altra, anche nella finzione della opposizione di parte, costruire e proporre un modello vivibile e sostenibile. Con servizi ed efficienze caratterizzanti, esaltando peculiarità e diversità, riducendo costi di spesa e sperperi inutili, canalizzando sviluppo e risorse. Soprattutto evitando che un capitale umano, prezioso futuro del territorio, venga costretto e umiliato ad emigrare, nella migliore delle ipotesi per esigenze di studio e di lavoro. Ma piuttosto di una vita dignitosa e di servizi di base. Che qui sono latitanti. Figuriamoci come divenire attrattivi.
Come e perché anche genitori di intere generazioni si sentano ineluttabilmente costrette a promulgare il frutto dei propri sacrifici altrove. Anziché rappresentare un territorio moderno, genuino, innovativo e quindi anche attrattivo. Come sia possibile che nessuna scelta sia stata operata nell’ottica dell’adeguatezza. Non c’è traccia di alcun impegno per la protezione ambientale. Che qualcuno si assuma le responsabilità di questo scempio. In cui una rete di complicità e di interessi fa di questa regione una oscenità da medioevo e un bancomat per pochi. E non un motivo di appartenenza e di orgoglio. Dove invece gli interessi, il potere, il denaro, il familismo, il clientelismo e l’amichettismo hanno imprigionato la libertà e il diritto dei valori intrinseci. Piuttosto il Molise che non esiste è un esempio della scelleratezza, di negligenze occultate , di un intreccio di relazioni allargate a danno della collettività e del benessere comune. Parole che gridano vendetta senza retorica. Soprattutto da parte di chi in questa terra, e non sono pochi, non vuole accettare impotente ed inerme lo status quo di degrado e di inesorabile invecchiamento in ogni aspetto della società, annichilita dalla inettitudine e incompetenza palese di chi per primo l’ha dilaniata.
Ma che ne mangia pezzo per pezzo a buon mercato. La nostra proposta mira alla salvezza della regione. Proponiamo il riadeguamento dei costi della pubblica amministrazione ad ogni titolo e forma; la ricostituzione di uno statuto regionale ad impronta speciale; il riassetto delle aree interne da associare con riferimenti zonali; il saldo del debito pubblico con manovre di abbattimento di spesa a partire dai costi di amministrazione regionale e locale.

Alternativa Molise