Larino. Il Consiglio comunale ha approvato la mozione sul Riconoscimento dello Stato di Palestina e richiesta di cessazione delle ostilità nella Striscia di Gaza

Di Anna Maria Di Pietro
La proposta, su input del Comune di San Martino in Pensilis, è stata accolta favorevolmente dall’amministrazione comunale frentana, che nella seduta del 28 luglio scorso, ancora una volta, ha dimostrato la sua vicinanza al popolo palestinese, coerentemente con l’altra iniziativa a cui aveva aderito il 24 maggio, partecipando alla mobilitazione nazionale per ricordare le oltre cinquantamila vittime del genocidio, con l’esposizione sulla facciata di palazzo Ducale del Sudario di Gaza.
Il sindaco Giuseppe Puchetti, prima della lettura integrale del testo, ha ricordato il momento terribile che la popolazione civile, soprattutto donne e bambini, sta vivendo nei territori interessati dal conflitto, prendendo una posizione netta contro la politica israeliana e degli Stati che la appoggiano, affermando che non è accettabile, auspicando non solo la fine del martirio ma anche un futuro riconoscimento della Palestina come Stato.
La mozione, come spiegato dal sindaco, è un gesto di umana solidarietà, una vicinanza morale, perché i Comuni non hanno competenze in materia di politica estera, ma è comunque un gesto politico che esprime tutta la consapevolezza delle gravi violazioni di diritti umani fondamentali, e, soprattutto, un invito al Governo italiano ad abbracciare la causa.
E poi, quasi a sorpresa, si è andati oltre, perché il gruppo di minoranza si è fatto propulsore di un’ulteriore iniziativa, quella di dare un aiuto concreto attraverso una raccolta fondi, di iniziativa comunale, i cui proventi saranno donati a una delle tante associazioni che si occupano di fornire aiuti al popolo palestinese.
Proposta accolta dalla maggioranza, che si è detta pronta a trovare le modalità per la raccolta fondi.
La mozione, approvata già da molti Comuni italiani, ha lo scopo di ottenere il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte del Parlamento italiano e dell’Unione Europea, come già accaduto a livello internazionale.
E non è poco che il segnale arrivi dai piccoli Comuni, pronti a schierarsi, moralmente e concretamente, contro una crisi umanitaria senza precedenti.


