La settimana di fuoco del trasporto pubblico molisano

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“Pneumatici degli autobus nuovi di proprietà della Regione Molise sottratti e rivenduti, bolli degli autobus non pagati (se comprovate tutte le accuse, sarebbe gravissimo), autobus in fiamme a San Felice del Molise, autobus che esce di strada nel centro di Termoli. Sicurezza, risorse e legalità una prerogativa irrinunciabile per il Trasporto Pubblico Locale del Molise! ORA BASTA!”

É il grido di allarme dei sindacati di comparto di Cgil, Cisl, Uil e Cisal.


“Secondo noi, quanto accaduto – continuano- rappresenta una piccola parte delle disfunzioni del settore. Purtroppo, come abbiamo sempre sostenuto, il comparto è privo di quella guida necessaria a far sì che le imprese di trasporto siano impegnate nella ricerca delle buone pratiche. Infatti, abbiamo sempre criticato, aspramente, la gestione del TPL Molisano, un trasporto avido di risorse e molto inefficiente. Infatti, qualche tempo fa, abbiamo affermato che le ingenti risorse sono state “… gettate (letteralmente) nella palude del trasporto pubblico e che hanno prodotto solo inefficienze (perché non è assolutamente vero che l’abbondanza di risorse contribuisca ad ejficientare il sistema, ma è esattamente vero il contrario) ed una distorsione della concorrenza con illeciti aiuti di stato. Risorse che hanno creato anche una posizione di privilegio, specialmente delle maggiori aziende, che ha nociuto allo sviluppo del trasporto. In definitiva, una gestione che richiede molte risorse pubbliche a fronte di un risultato indecente. Un sistema, secondo il nostro parere, che è privo di obiettivi strategici (soddisfazione della collettività, della clientela, del personale, rispetto dell’ambiente — ricordiamo l’utilizzo di autobus inquinanti, pur avendo riscosso risorse per la loro sostituzione – il pessimo utilizzo delle risorse disponibili umane, economiche e tecniche – l’arretratezza del settore è un dato di fatto) e che ha creato un ambiente deleterio anche per i dipendenti (clima interno pessimo e non gestito, mancato coinvolgimento, demotivazione ecc…)”.
In assenza di obiettivi strategici, le imprese tendono a chiudersi in sé e tese solo a massimizzare i profitti (ben olne le regole stabilite); è quello che succede, di norma, in un mercato chiuso e, paradossalmente, protetto.
Solo a titolo di esempio, sarebbe interessante sapere quanto incidono le corse bis sui chilometri assegnati, perché ci sorge il dubbio che le corse bis, previste per esigenze improvvise e non programmabili, siano utilizzate solo per aumentare i ricavi. Infatti, ci chiediamo come sia possibile programmare in anticipo, come successo, le corse bis se non si è ancora a conoscenza delle necessità (probabilmente negli organici ci sono anche dei preveggenti). Fra l’altro, consoci è stato riferito, spesso gli autobus di 12 m sono utilizzati per 2/3 passeggeri, sarebbe più economico chiamare, . del caso, il taxi.
Per quanto successo recentemente, è utile ribadire che, nel corso degli anni, le 00.SS. hanno anche segnalato tante violazioni delle nonne contrattuali, come la normativa sui riposi, ed il cambio delle gomme nuove degli autobus appena forniti dalla Regione. Non ci sono giustificazioni valide in nessun caso. Il costo chilometrico riconosciuto alle maggiori aziende del settore ingloba sia i costi dell’ammortamento, quindi la sostituzione dei bus obsoleti con nuovi (non si è mai visto un autobus nuovo acquistato dalle imprese, c’è voluto l’intervento di importanti risorse pubbliche per ammodernare il parco rotabili), sia i costi della manutenzione. Non siamo utopisti, un’attività del genere sicura al 100% non esiste, però esistono buone pratiche per ridurre al minimo i rischi. Queste sembrano sistematicamente trascurate. La sicurezza dipende sia dalla buona manutenzione sia dalla tutela
psico-fisica del dipendente. Tutti sono al corrente che il riposo è importante per avere una buona situazione psico-fisica necessaia ad affrontare un mestiere, di per sé, faticoso e considerato fra i lavori usuranti. Per tale motivo il legislatore ha previsto, oltre alle regole, pesanti sanzioni per chi viola la normativa sui riposi, che è una direttiva di sicurezza (C.d.S. e regolamento europeo), eppure tali nonne sono state abbondantemente disattese dalle imprese del settore. Siccome non ci piace parlare a vanvera, ci siamo presi la briga di verificare il servizio svolto dall’autista che ha avuto l’incidente ed abbiamo scoperto che, nel periodo 26/8/24 al 22/10/24, su otto settima., il dipendente ha svolto il riposo regolare solo due volte. Non sappiano se ci sia stato un guasto ai freni, conte ipotizzato, od una stanchezza fisica dell’autista, ma, in ambedue i casi, non ci sono giustificazioni che possano scagionare l’azienda.
Non pretendiamo che la Regione controlli le singole fasi dell’organizzazione delle imprese di trasporto, tanto varrebbe fare un trasporto in house, san che fissi degli obiettivi strategici che porti le imprese a cercare di eccellere, non a caso abbiamo chiesto, fra le altre, la risoluzione contrattuale per le aziende che violano la normativa sui riposi, cosi come le violazione delle normative contrattuali, come il mancato versamento della Previdenza Complementae e del Fondo Integrativo Sanitario, per non parlare della regolarità del pagamento degli stipendi”.

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