La pagella di Alternativa Molise: zero a tutti i saltimbanchi politicanti

Dai rilievi più recenti dell’entità della disoccupazione molisana si evincono numeri tragici. Non solo spopolamento e disservizi pubblici, a favore peraltro della dilagante privatizzazione, cui ci si affida per disperazione. Non solo mettendo sempre e comunque le mani nelle tasche dei cittadini, che continuano, loro malgrado tassati fino al collo, a foraggiare il format dello status symbol delle caste dirigenziali, dei politici e del sistema stato-paese che richiede perenni sacrifici. Non solo pubbliche amministrazioni dense di inadeguatezze. Ma, in rapporto al PIL regionale e ai debiti infiniti, da sempre senza identificarne i colpevoli, continua a consumarsi la tragedia del tasso di disoccupazione. Che ha toccato punte del 12 nel 2018 e non scende sotto l’8 percentuale dal 2023. Così per dire, per quelli che vogliono consolarsi del poco meglio di niente. In una regione così piccola e poco popolata in realtà è solo una vera catastrofe annunciata. Ci insegue da vicino l’Abruzzo. Tanto per sfatare chi pilota o meglio si lascia pilotare nella malsana idea del referendum della riannessione.
Tralasciando il confronto con le grosse regioni soprattutto del nord ben piazzate, per destare la vividezza costante preoccupazione basta confrontarsi con regioni alla nostra portata geografica e per densità abitativa, come Valle d’Aosta, Trentino o Friuli. Ove i numeri conservano una certa dignità. Ma dove sono tutti i milioni di denari promessi in arrivo a Destra e a Sinistra? Dove sono i fondi Europei? Dove sono i soldi del PNRR che dovevano rilanciare? Chi vuole consolarsi con percentuali in discesa deve farsi un bell’esame di coscienza.

Bisognerebbe capire piuttosto di quali tipologie contrattuali e remunerative parliamo. Una regione che non riesce ad essere vivibile e sostenibile per le generazioni future è già morta. E allora perché tutto questo racconto favolistico? Come mai piuttosto non si lavora ogni santo giorno e notte per salvare questa regione anziché mungerla per i propri interessi? Di lavoro non si parla più. Di giovani non si parla più. Si è felici vederli espatriare. Di problemi veri non si parla più. Verranno i referendum sul lavoro a farci sorridere e non poco amaramente. Vi diremo tra non molto la nostra.
I saltimbanchi della prima e della ultima ora, le chiacchiere dei politicanti e degli egocentrici narcisisti da anni senza progetti, gli esorbitanti costi e annessi privilegi della macchina amministrativa regionale recitassero un minuto di vergogna. Quantomeno.
Il Molise dovrebbe ancora esistere e sopravvivere a tutti costoro con lo 0 in pagella.
NICOLA ZAGARIA
Alternativa Molise


