La giustizia Giusta, Alternativa: fuori la mafia dal Molise

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Le riflessioni di alternativa a difesa dei cittadini su giustizia informazione e istituzioni

Solidarietà alla massima carica istituzionale della regione Molise.
Quanto sta accadendo in Regione grida allo scandalo, nonostante il tentativo ovattato di non discuterne apertamente. Da parte dei media locali (e non solo), che, come al solito, al massimo fanno da grammofono. Noi di Alternativa Molise abbiamo invece ampiamente argomentato. Vi rimandiamo alle nostre pagine. Tuttavia vogliamo esprimere la nostra solidarietà al presidente Roberti. Come uomo innanzitutto. Deve essere in ogni caso arduo vivere quanto sta accadendo. Non può non generare sofferenza il modo in cui personalmente si trova alla ribalta sin dal primo momento. Nasconde persino un certo ardire. Avrebbe e può scegliere modi più ortodossi di svincolarsi, anche se abbiamo auspicato un certo coraggio. Abbiamo rilevato come ciò potesse essere facilitante rispetto alla posizione di indagato ed alla serenità di una difesa. Le intercettazioni rese pubbliche sono una controversia difficile da digerire. Solo timidamente il centrosinistra ha iniziato, innanzi ad esse, a blaterare l’accenno alla opportunità delle dimissioni istuzionali, che lo rappresentano come il primo cittadino molisano per eccellenza. L’ipocrisia della sinistra non è cosa nuova. Peraltro non sia mai che si perda la poltrona, inizierebbe troppo precocemente il toto-scommesse e c’è più di qualcuno che si accredita di diritto come presentabile credibile sin dal primo giorno di consiliatura più degli altri, anziché dare vita ad una energica argomentazione di opposizione. Piuttosto si sta costruendo una impalcatura che si preannuncia tremolante ad ogni colpo di vento, densa com’è di protagonismo e megalomania. L’importante è sempre e solo assicurarsi lo scranno al prossimo giro elettorale. C’è ben altro che sconcerta in questa storia. Nessuno ne ha parlato. Come mai nessuna testata d’informazione molisana riporti i fatti per come sono andati, come abbiamo evidenziato. Come mai soltanto testate nazionali continuano ad occuparsi più strettamente del caso? Come sia possibile che si conoscono molti nomi di quasi una cinquantina di indagati? Com’è possibile che addirittura testate nazionali pubblichino intercettazioni di pertinenza istruttoria? Come mai queste negligenze dell’informazione molisana? E invece uno straordinario primato all’informazione nazionale schiaffa il Molise in prima pagina? Come è possibile che tutto ciò accada nel silenzio di tutti, istituzioni comprese? Da diverso tempo in Molise si discute l’intensificazione della preoccupazione sulla linea antimafia, non solo in termini giuridici, nonostante l’abbondanza di eventi e di presenzialismo di autorità competenti. Ma anche investigativi e di task force che coinvolgono percorsi interregionali e relazioni intrinseche proprio con le commissioni antimafia. Il che fa un po’ da contrasto con l’entità dei presenzianti parlamentari di centrodestra, vista l’entità notoria di indagati non solo sotto questo profilo. Recentemente anche il parlamentare europeo Patricielllo ha mostrato pubblicamente le proprie corrette recenti mozioni di lavoro, ed evidentemente del suo gruppo, rilevando specificamente il dato preoccupante relativo a quanto e come la libertà d’espressione non debba e non possa rappresentare un’arma contro lo stato ed i suoi servitori. Ed alla esigenza che il diritto a manifestare dei cittadini venga ben modulato e governato.
A noi viene di moltiplicare la profondità di una riflessione. Quale è l’origine del dipanare ai quattro venti le intercettazioni su Roberti? Dove finisce il diritto di cronaca e il dovere di informare ma dove inizia la privacy e la garanzia di un cittadino indagato e di una indagine secretata? Ci sono relazioni tra servitori dello stato e media di informazione? Quali e perché? Sussistono relazioni tra procure e magistratura e testate d’informazione? Quali e perché? Noi di Alternativa Molise non dimentichiamo le sentenze mafiose di Berlusconi. Noi non dimentichiamo tangentopoli. Noi non dimentichiamo Palamara. Noi non dimentichiamo la trattativa Stato – Mafia. Chi è la mafia in Molise?
I cittadini hanno diritto di sapere la verità e devono poter relazionarsi con le istituzioni, con la magistratura e con il sistema di informazione con chiarezza e trasparenza e non con un rapporto problematico.
Fuori la mafia dallo stato. Fuori la mafia dai palazzi sacri in cui le istituzioni, la giustizia e il diritto all’informazione devono essere integerrime. Come lo sono nei confronti di quel che appare un sistema di sempre minori garanzie per il comune cittadino.
Fuori la mafia dal Molise.
No al mafia – stato!
COORDINAMENTO REGIONALE ALTERNATIVA MOLISE