La deriva dell’io: uno, nessuno e centomila

di Nicola Zagaria
Molti credono che gli altri siano poco credibili. Soprattutto quando si parla di filosofia, di apparenti teorie, di religione, di pensiero, di comportamento.
Perché spesso le nostre azioni sembrano incoerenti. La realtà ci costringe a indossare maschere. Può capitare di apparire. Non conta sempre neanche ciò che sembra. Conta ciò che è. Senza dubbio. Dentro di noi. E fuori può succedere che il nostro io deve troppe volte adattarsi a ciò con cui dobbiamo relazionarci. L’omologazione devastante mette in dubbio a noi stessi chi siamo.
Di noi stessi abbiamo poca consapevolezza. E nonostante tutto spesso giudichiamo gli altri. Le nostre contorsioni mentali ci portano a pensare che ciò che siamo e ciò che sembriamo è totalmente falso nella società oggi. Come se non esistessimo. Nessuno e centomila sembra più comodo. Ma soprattutto uno. Prima per noi stessi. Poi per gli altri. Questa è la grande fortuna di essere prima di esistere.


