La Città Eterna accoglie per il trentunesimo anno consecutivo la sua sfilata arcobaleno, vicinanza anche alla Palestina

Di Eleonora Palmese
Ieri pomeriggio sabato 14 giugno la Capitale ha accolto la Trentunesima edizione del Gay Pride, il grande corteo che da anni attraversa le più importanti città italiane per portare in piazza la voce della comunità LGBTQ+.
Migliaia le persone che, nonostante le temperature elevate, si sono raccolte in Piazza della Repubblica a Roma per portare avanti l’ormai tradizionale sfilata che affonda le sue radici nei moti americani di Stonewall della fine degli anni Sessanta. Decine i carri attorno cui si sono raggruppate le folle, attraversando la città passando per la stazione Termini e continuando fino al Colosseo, per poi terminare il percorso alle terme di Caracalla.

È stato, quello di quest’anno, un pride ancora più all’insegna dei diritti, in cui ha trovato posto anche il ricordo e l’espressione di vicinanza verso la Palestina. Così la comunità LGBTQ+ ha espresso la sua solidarietà portando in piazza, oltre alle bandiere arcobaleno, quelle palestinesi e la richiesta di ascoltare le loro voci.
Madrina della manifestazione è stata la cantante Rose Villain che proprio nel giorno della sfilata non ha perso occasione per ribadire quanto sia importante usare la voce se si ha il potere di farlo.
Il corteo che ha colorato le strade di Roma è stato il culmine di un periodo di eventi e incontri che avevano l’obiettivo di celebrare l’amore e l’identità di genere in tutte le sue forme, senza dimenticare che ognuna di queste fa parte delle immense sfumature dell’essere umani.
La giornata si è poi conclusa con l’evento Pride X presso l’ippodromo delle Capannelle, che ha visto l’esibizione sul palco di altri artisti della nuova scena musicale italiana quali Bigmama e Francesca Michielin.


