Italia sempre più in mutande, triplicano in 17 anni i poveri assoluti

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Ricordiamo ancora la scena di Luigi Di Maio che uscì dal balcone annunciando che con il reddito di cittadinanza aveva abolito la povertà.

Non è affatto così. Dai dati Istat dal 2005 ad oggi gli italiani in povertà assoluta sono più che triplicati. Si passa da 1milione 911 mila del 2005 ai 6milioni e 400 mila del 2022.

I dati, che qui pubblichiamo anno per anno, hanno un andamento altalenante ma in continua crescita.

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E il reddito di cittadinanza, strumento tanto caro al Movimento Cinque Stelle istituito nel gennaio 2019, fu una soluzione tampone.

Basti vedere che nel 2018 i poveri assoluti erano 5 milioni e 40 mila italiani, mentre nel 2019 scesero a 4 milioni e 593 mila.

Il 2020 però fu l’ anno della pandemia da Covid 19 e per questo motivo la povertà è aumentata a cinque milioni 602 mila persone per scendere leggermente a 5 milioni e 571 mila poveri nel 2021 l’ anno di ascesa al potere del Governo dei migliori.

Le manovre economiche del Governo Draghi hanno portato a questo numero assoluto che è davvero allarmante.

Il quale potrebbe aumentare ancora di più dopo la manovra lacrime e sangue a base di flat tax, modifica del cuneo fiscale e soprattutto abolizione del reddito di cittadinanza per “coloro che possono lavorare” ma che di occupazione non è sicuro affatto che ne troveranno.

Quindi i proclami di Di Maio allora e quelli di Meloni oggi rischiano di sembrare parole sempre più vuote. In una Italia che si allontana sempre più dagli standard anche economici di un vero Paese europeo.