Integrazione Cardarelli Cattolica, Romano porta in aula la vicenda e smaschera i piani del centrodestra: pronto un piano di fusione pubblico privato che mira a unire reparti doppione

“Finalmente” in aula di consiglio regionale è stata chiarita una cosa in sede istituzionale, e non più sui giornali o sui social.
Le intenzioni del centrodestra molisano sono quelle di realizzare una integrazione pubblico privata anche con fusioni di reparti tra Cardarelli e Cattolica. Quella che finora era soltanto una ipotesi giornalistica ora diventa realtà tramite una mozione approvata oggi a maggioranza. Dove il centrodestra chiede al Presidente della Giunta Roberti di acquisire gli immobili della Ex cattolica per destinarli al Cardarelli di Campobasso.
A portare in aula la questione, dopo mesi e mesi di battaglie, il capogruppo di Costruire Democrazia, Massimo Romano.
Il quale all’inizio della seduta, illustrando la sua mozione, ha sostenuto di aver proceduto ad una istanza di commissario ad acta per conoscere i documenti della Convenzione tra Cipe e Cassa di mezzogiorno sulla realizzazione della struttura.
In questa intervista ci riassume il contenuto della mozione che è stata poi bocciata dal centrodestra intero ma sostenuta da tutto il centrosinistra unito.
Ma cosa prevede la mozione del centrodestra? Abbiamo in esclusiva il documento cartaceo di quelle che potranno essere le intenzioni future della Giunta



La coabitazione è scritto nei documenti, permette di eliminare i reparti doppione migliorando il comfort alberghiero dei degenti. Sarà eliminata un’unità di Emodinamica in Molise, come previsto dai Ministeri affiancanti, in sede di riunioni di Tavolo tecnico, garantendo un solo servizio di emodinamica a Campobasso così da favorire le emodinamiche di Isernia e Termoli con l’utilizzo del personale già a disposizione del Ssr e assicurando il rispetto della “golden hour” per le patologie tempo dipendenti sull’intero territorio regionale.
La realizzazione della cittadella della salute non è altro che un polo che unisce sanità pubblica e privata pensando a una collaborazione con l’Università.
Il presidente Roberti, in chiusura del dibattito in consiglio regionale, ha assicurato a Romano che gli darà le carte che cerca.
“Questa mozione- ha sostenuto Roberti- ci dà il primo passo per poter parlare con il Governo al pari della Regione Calabria per chiedere un decreto ad Hoc. Dimostriamo che un piano lo abbiamo e gli chiediamo di studiarlo. Può essere che questo piano non sia soddisfacente e ci dobbiamo rassegnare alle chiusure. L’intento di fare qualcosa c’è. Quando invece i commissari vanno a Roma prendono solo batoste”.


