In Italia fieri oppositori, in Molise stringono alleanze nemmeno tanto segrete: ecco le mosse di Pd e Fratelli d’Italia tra Regione e Comune di Campobasso

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A livello nazionale la presidente del Consiglio Giorgia Meloni vede nella segretaria del Pd e deputata Elly Schlein la sua rivale principale a livello politico.

Chissà cosa ne penserebbero le due leader nazionali di quanto sta accadendo in Molise.

Dove Fratelli d’Italia e il Pd si aiutano reciprocamente per mantenere incarichi e posti di potere.

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Teatro di questa situazione, in parallelo, il Consiglio Regionale e il Comune di Campobasso.

In attesa di conoscere i nomi della seconda Giunta Roberti, il brutto pasticciaccio è avvenuto alle elezioni di metà mandato dell’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale.

Quintino Pallante di Fratelli d’Italia è stato eletto presidente alla prima chiamata con 16 voti, tre bianche e 2 nulle. Con 7 consiglieri di minoranza ci si aspettava un numero ben diverso. Allora è nata la questione: chi di centrosinistra ha votato per la presidenza di Fratelli d’Italia?

L’elezione dei Vicepresidenti non ci ha fornito risposte: Stefania Passarelli eletta con 13 voti e Primiani con 7.

È l’elezione dei segretari a indicarci la via: Fabio Cofelice passa con 11 voti, Vittorino Facciolla con 9. Due in più dell’ attesa. Che in realtà servono a poco.

L’ arcano è svelato: l’accordo è Quintino Pallante- Vittorino Facciolla. E questo spiega uno dei voti che è andato da una parte all’ altra.

Il secondo a Pallante lo spiega un’ altra situazione. Ormai da tempo l’uomo di fiducia di Quintino Pallante, il consigliere comunale di Campobasso Mario Annuario, appoggia per via indiretta la sindaca Forte. Prova ne è che alla votazione del bilancio di fine anno, prima dell’ atto finale si è assentato per permettere al centrosinistra di avere un voto contrario in meno.

Quindi l’indizio porta direttamente alla consigliera Regionale del Pd che sostiene apertamente Maria Luisa Forte e che con lei si è recata anche alla fiaccolata di Isernia per la sanità pubblica.

Quindi sì: domenica in piazza a Isernia a sostenere Piero Castrataro e venerdì, nelle segrete del Consiglio Regionale, a fare accordi con chi di sanità nemmeno vuol sentire parlare.

Si profilano tempi bui per la politica. Questi avvenimenti favoriscono un astensionismo dilagante. Ce la faranno i nostri eroi a far tornare gli elettori al voto?

Ai posteri l’ ardua sentenza.