Il riscatto dei socialisti, Sollazzo presenta “C’ ero anch’io” e chiama tutti a raccolta: è ora di tornare a casa. A Di Pietro: per quello che ha fatto dovrebbe vergognarsi

“Di Pietro, di quel che ha fatto dovrebbe solo vergognarsi”. Questa la risposta lapidaria di Angelo Sollazzo, da semplice militante a onorevole grazie a 61 anni di militanza nel partito socialista, alla nostra domanda.
È stata posta in occasione della presentazione del suo libro “C’ero anch’io” parlando del periodo di tangentopoli, il momento storico in cui gli americani, dopo il no di Craxi a Reagan, decisero che il socialismo doveva morire in Italia.
Il volume di Sollazzo ripercorre questi anni di militanza nel partito, da quando invase la Prefettura con secchi di latte fino all’invasione dei maiali in via Veneto a Roma.
Erano quelli i tempi gloriosi del partito socialista, quelli in cui l’onorevole Sollazzo riuscì a replicare in Molise al successo che il PSI aveva anche a livello nazionale. Erano i tempi in cui la sinistra era trascinata dai valori socialisti. Sollazzo spesso veniva dichiarato più a sinistra dei comunisti stessi.
L’onorevole molisano non è arrivato per caso ma grazie a tanta militanza. Sempre dalla stessa parte e con gli stessi ideali. Al contrario della politica di oggi che si vende per una indennità forse troppo alta.
Oggi però, dopo la batosta di Tangentopoli, c’è una nuova rinascita del partito socialista in Molise. Proprio perché il socialismo non è mai finito e mai fallito.
La dimostrazione della forza e dell’intelligenza politica dei socialisti è data prima dall’ elezione di Daniele Saia a sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia e, ciliegina sulla torta, dall’ elezione di Mimmo Maio prima a consigliere comunale , poi diventato assessore grazie al largo consenso ricevuto alle comunali del 2024.
Sollazzo ha tracciato la via della nuova sinistra. La sua posizione è tutt’altro che benevola nei confronti del PD che non considera più un partito di sinistra perché, parola di Sollazzo, vengono prima i diritti sociali che quelli civili. Critica anche la sua posizione su AVS, nonostante i recenti accordi alle Comunali. Non gradisce le figure di Ilaria Salis e di Soumahoro.
Critica la posizione sui Cinque Stelle che in cinque anni hanno fatto accordi con chiunque pur di stare al Governo.
Ed ecco la “ricetta Sollazzo”: tornare ai voti di preferenza alle politiche e al proporzionale puro che non costringa a fare alleanze forzate.
Dopo Sollazzo spazio agli altri interventi. Il presidente Filippo Poleggi ha arricchito il racconto degli anni d’oro con la sua esperienza nel mondo del giornalismo ritenuta necessaria in tempi in cui la RAI non dava ai socialisti lo spazio che meritavano.
Marcello Miniscalco, segretario regionale del PSI ricorda che oggi il Paese è cambiato perchè non decide più in autonomia. É legato a una Europa che prima chiedeva economia e ora sicurezza.











“Ora è tempo di passare dai buoni propositi alle azioni concrete- sottolinea Miniscalco- il libro è ben fatto ma volutamente non parla di quel futuro che scriveremo insieme. A Piazzetta Palombo a settembre parte il Festival dell’ Avanti. L’obiettivo è farlo diventare un evento nazionale”.
“Non ho letto il libro- ha aggiunto Daniele Saia- ma posso ricordare il mio primo voto nel 1992 per Angelo Sollazzo. C’è molta differenza tra la politica di allora e quella di oggi che è personale e senza idee. Bisogna ricostruire negli organi di partito le scuole politiche. La storia toglie e ridà. Noi torneremo ad essere importanti”.
Al termine l’ appassionata arringa socialista di Mimmo Maio.
“Siamo alla controdiaspora del partito socialista. Angelo Sollazzo, che ha creduto molto in me, ci dice ora qual è la strada da seguire.
In questo momento mi sento lo strumento di una nuova luce socialista. Non esiste sinistra senza socialisti e il socialismo non può che essere di sinistra. Siamo nemici del personalismo, umili nell’ascolto e lungimiranti nel proporre cose per i cittadini. Molti sono socialisti e non lo sanno. Oggi è il luogo giusto per dire che i socialisti ci sono e ci saranno. Questo libro non è che un riscatto politico. Ad ogni elezione vengono eletti socialisti perché esiste una domanda di sinistra e di sanità pubblica. Da domani con il libro e il garofano nel cuore convertiamo gli indecisi a essere socialisti”.
Si chiude con un appello di Sollazzo a chi nel tempo ha lasciato i socialisti per altri lidi: è ora di tornare a casa.


