Il Parlamento Europeo chiede una legge sullo stupro basato sul consenso. Fanelli: si sblocchi il ddl fermo al Senato e si faccia un passo avanti sulla lotta alla violenza di genere

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Il Parlamento europeo ha adottato, con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni, la risoluzione per chiedere una legislazione Ue contro lo stupro basata sull’assenza di consenso. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea una nuova normativa complementare alla direttiva Ue del 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e quella domestica, inserendo anche la definizione di stupro basato sull’assenza di consenso, in linea con la dichiarazione di Istanbul.
Il risultato è stato accolto con un applauso in Aula.

Il testo, elaborato dalle commissioni Libertà civili e Diritti delle donne all’Eurocamera, porta la firma di due eurodeputate socialiste, la svedese Evin Incir e la polacca Joanna Scheuring-Wielgus. Nella risoluzione, gli eurodeputati invitano i Paesi Ue che si basano ancora su definizioni fondate su forza o violenza ad allineare le proprie legislazioni agli standard internazionali, a partire dalla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Ue nel 2023. Chiedono inoltre un sostegno e una protezione adeguati per vittime e sopravvissuti in tutta l’Ue. Il Parlamento chiarisce che il silenzio, la mancata resistenza, l’assenza di un ‘no’, un consenso precedente o la condotta sessuale passata – così come qualsiasi relazione attuale o pregressa – non possono essere interpretati come consenso.

Sul tema in Molise è intervenuta la consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli.

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“Una presa di posizione chiara e necessaria – sottolinea Fanelli- che segna un passo avanti sul terreno dei diritti e della civiltà giuridica. Dal Parlamento europeo arriva un richiamo forte: il consenso deve essere il perno nella definizione della violenza sessuale, in linea con le convenzioni internazionali e con le normative di molti Paesi europei.

Come sottolineano le parlamentari e i parlamentari del Pd Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Filippo Sensi, Valeria Valente, Antonella Forattini e Valentina Ghio, si tratta di una scelta che rafforza la libertà e l’autodeterminazione delle donne e che deve tradursi rapidamente anche in norme efficaci nel nostro Paese.

Per questo è urgente sbloccare il ddl sul consenso fermo in Senato e riaprire il confronto: perché anche l’Italia faccia finalmente un passo avanti concreto nella lotta alla violenza di genere”.