Il Governo ci ripensa: sì alle consigliere di parità ma senza alcun aumento di fondi. Ecco che succede in Molise

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Dopo una battaglia portata avanti negli ultimi due mesi soprattutto da Cgil e Pd il Governo Meloni e la ministra Eugenia Roccella hanno fatto il passo indietro: le consigliere di parità provinciali e regionali possono continuare ad esistere ma a loro non verrà dato nemmeno un fondo in più.

Attraverso una proposta di decreto, ha inizialmente tentato di abolire le figure territoriali (regionali e provinciali) delle Consigliere di parità, proponendo la centralizzazione delle funzioni a Roma. Ecco i punti chiave della vicenda.

Proposta Iniziale (Marzo 2026): Decreto a firma Meloni-Roccella per eliminare le Consigliere di parità regionali/provinciali.Obiettivo dichiarato: Sostituire le figure territoriali con un organismo centrale a Roma.

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Critiche: La CGIL e il PD hanno descritto la manovra come uno “schiaffo alle donne”, eliminando un presidio di prossimità gratuito che gestisce casi di discriminazione di genere.

Situazione attuale (Maggio 2026): Il governo fa retromarcia, confermando la presenza delle consigliere territoriali ma in un quadro di revisione complessiva.

Ruolo: Le Consigliere di parità sono figure che agiscono a livello territoriale per prevenire e contrastare discriminazioni di genere sul lavoro.

Tutto questo in Molise porterà alla riconferma di Giuditta Lembo come consigliera di parità provinciale. E alla prossima sostituzione della consigliera di parità Giuseppina Cennamo con la designata Maria Antonietta Battista, già commissaria di pari opportunità.

Nella stessa commissione, al momento della sostituzione, si pone il problema di rinominare tre commissari. Maria Antonietta Battista rientra in Commissione come Consigliera di parità e il suo posto vacante va riempito nuovamente. Vanno inoltre sostituiti i dimissionari Iemma e Coppetelli, usciti fuori da qualche mese e non ancora rimpiazzati in Commissione.