Il debito sanitario lo paghi lo Stato, Di Pietro: se non succede il Molise non ha senso di esistere, è l’unica salvezza per la Regione

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Sono tornato nel mio Molise e ho trovato una situazione che è sempre la stessa e che non mi piace. Il cittadino non può fruire della sanità pubblica a causa di un debito sanitario che ha creato il commissariamento.

Lo ha dichiarato l’ ex pm di Mani pulite Antonio Di Pietro che ha lavorato insieme a Pino Ruta e Margherita Zezza, in qualità di avvocati, al ricorso voluto dal cittadino Andrea Montesanto. Il quale chiede alla Regione di annullare la delibera di riconoscimento del debito sanitario e chiede contestualmente che il debito se lo accolli lo Stato che lo ha creato con 15 anni di commissariamento.

La battaglia, che prima è stata portata avanti politicamente dal Consigliere regionale Massimo Romano di Costruire Democrazia, ora passa nelle aule della giustizia amministrativa.

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Di Pietro ha scelto di esserci per fare politica da cittadino. In primis perché da cittadino stesso vuole che ci sia una buona sanità. In secundis perché da politico e da ministro del Governo Prodi si era sempre opposto alla figura di presidente della Regione come commissario.

Chiese già allora di ricominciare daccapo ma non avvenne. Se tutto questo non dovesse accadere Di Pietro mette in dubbio l’ esistenza del Molise stesso.

“Chiediamo ai cittadini liberi o di agganciarsi a questa azione che abbiamo avviato – ha sostenuto Di Pietro- o di farne una propria”

Tecnicamente l’ avvocata della prima ora che ha lavorato alla richiesta al Tar insieme a Pino Ruta è stata Margherita Zezza che in questa intervista ci spiega tutti i passaggi tecnici

Infine il cittadino Andrea Montesanto, stanco e disgustato dalle azioni avvenute in consiglio regionale sul tema, ci dice perché é giusto andare avanti in questa direzione