Il debito sanitario lo paghi lo Stato, Di Pietro Ruta e Zezza domani davanti al Tar Molise

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Il debito sanitario lo paghi lo Stato. Oggi per il ricorso presentato dal cittadino elettore e coordinatore regionale di Costruire Democrazia, Andrea Montesanto, è il giorno della discussione davanti al Tar.

Sono tre gli avvocati che difenderanno il cittadino: l’ex magistrato di Mani pulite Antonio Di Pietro e i legali amministrativisti Pino Ruta e Margherita Zezza.

La discussione in camera di consiglio inizierà alle 9.30. Con molta probabilità la decisione dei giudici potrebbe arrivare nel pomeriggio ma non si escludono anche tempi maggiori. L’iniziativa legale nasce dopo la bocciatura in aula di consiglio regionale della proposta presentata dal consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano, di disconoscere come Regione il debito sanitario e accollarlo allo Stato.

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“Il deficit della sanità molisana lo ha causato lo Stato e ora deve essere lo Stato a ripianare i debiti”. Così Antonio Di Pietro durante il suo intervento in una conferenza stampa convocata a Campobasso.

“Sono tornato nel mio paese, da cittadino in pensione, e ho potuto constatare che nulla è cambiato da quando ero ministro e già mi ero occupato di questa vicenda – ha detto l’ex pm di Mani Pulite – contribuendo a un piano di rientro e cercando di impedire che chi governava la Regione potesse fare anche il commissario ad acta per la sanità. Conoscono il dramma sanitario in cui vive il Molise e quello dell’enorme debito pubblico. Con la nostra proposta – ha proseguito – invitiamo e allo stesso tempo diffidiamo il governo nazionale ad assumersi le proprie responsabilità: i commissari ad acta in 18 anni, invece di ridurre il debito sanitario, lo hanno aumentato. La responsabilità è dei commissari e di chi li ha nominati e dunque il debito pubblico creato sul piano sanitario non lo devono pagare i cittadini, ma lo deve pagare lo Stato”.