Il caldo dovrebbe lasciare il Molise. Sono stati 20 giorni terribili soprattutto per le classi sociali che non possono permettersi i climatizzatori. Campitello Matese fa il pienone di ferragosto

Dovrebbe iniziare in queste ore l’annuncio cambiamento meteo. Le perturbazioni che arrivano da nord dovrebbero indebolire l’anticiclone africano che, in Molise, ci sta facendo penare ininterrottamente dal 28 luglio.
Ma che giornate sono state? Normali per i ricchi che possono permettersi l’aria condizionata in casa. Terribili per chi, o non ha fatto in tempo a provvedere, oppure non ha i soldi per attrezzarsi con il climatizzatore.
E allora sono andate via ore e ore di ventilatori quando è andata bene. Nel caso peggiore non soltanto questo strumento, che alla fine gira aria calda nelle stanze dove è posizionato, ma anche finestre chiuse e tapparelle abbassate nelle ore calde della giornata. Con il consiglio, da parte del Ministero per la salute, di non uscire di casa nelle ore più calde dalle 10 alle 18.
Case buie e persone costrette a starci dentro, soprattutto quelle a riposo dal lavoro che non si sono potute permettere né il mare né la montagna, che hanno replicato il burnout già vissuto durante il Covid-19 quando di uscire, anche nei mesi caldi, non se ne parlava proprio a causa dei divieti imposti dall’ allora governo Conte ( siamo negli anni 2020-2021).
Con l’unica differenza che nelle ore fresche si lasciavano le case, diventate ormai dei piccoli grandi forni, per incontrarsi davanti alle stesse o nei bar. Con facce depresse di chi ha dovuto rinunciare a ore di luce e di sole per non morire di caldo. Soprattutto i bambini.
Non ci sono ancora statistiche che dimostrano una incidenza di aumento di depressione e altre malattie mentali durante il caldo. Ma di certo una cosa la sappiamo: anche questo meteo cattivo è classista. Perché solo chi ha soldi, condizionatori e possibilità di andare al mare e in montagna un po si è salvato.
Lo dimostra il ferragosto dove Campitello Matese è stata presa d’ assalto anche dai turisti mordi e fuggi. Alla ricerca non tanto di pranzi e picnic. Ma di una giornata di tregua dal caldo e dal buio delle case senza condizionatore.


