Guardie mediche, la Conferenza dei sindaci chiede il ritiro del decreto commissariale

Si è riunita la Conferenza dei Sindaci del Molise, convocata dal Presidente Daniele Saia nella Sala della Costituzione di Campobasso. Oltre ai primi cittadini, all’incontro erano presenti il senatore Della Porta, il Presidente della Regione Roberti, l’assessore regionale Iorio e il dg Asrem Di Santo.
Al termine della riunione, la Conferenza dei Sindaci ha approvato all’unanimità la richiesta di ritiro del decreto commissariale n. 9 relativo alla riorganizzazione della continuità assistenziale, decreto ritenuto non adeguato a garantire un servizio efficace e rispondente alle esigenze delle comunità locali. In risposta al provvedimento commissariale, i primi cittadini hanno votato per la formazione di gruppi di lavoro su base provinciale con il compito di effettuare una ricognizione delle postazioni di guardia medica. I gruppi lavoreranno alla stesura di un documento di riprogrammazione efficiente, che tenga conto di tutte le necessità dei Comuni.
La Conferenza ha rinnovato anche la richiesta di rimozione dei commissari alla sanità, con un documento proposto dal sindaco di Isernia Castrataro e indirizzato alla Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri della Salute e dell’Economia e alla Regione Molise. Inoltre, all’indirizzo dei parlamentari molisani sarà inviata la richiesta di sostenere l’emendamento sulla riorganizzazione della sanità regionale, in linea con lo schema proposto dai primi cittadini.
Questa la sintesi dell’intervento del presidente Daniele Saia
SANITÀ MOLISANA, CASTRATARO: È IL MOMENTO DI VOLTARE PAGINA
È terminata da poco la Conferenza dei Sindaci e il messaggio che arriva è chiaro: la salute dei molisani non può più attendere.
Ho messo in evidenza alcune situazioni e proposto soluzioni per rendere più efficiente il nostro sistema sanitario.
È passata all’unanimità dei presenti anche la mia proposta di invitare ufficialmente la Presidenza del Consiglio dei Ministri a rimuovere la struttura commissariale per aver fallito nel raggiungimento degli obiettivi di mandato.


