Grim chiarisce, errori nelle fatturazioni: possibile rateizzare il dovuto. Saluppo aggiunge: siamo noi senza l’aiuto della politica

La dichiarazione di Massimo Saluppo, presidente della Grim, è destinata a far riflettere.
“Siamo quel che siamo- ha sostenuto nella conferenza stampa di chiarimento su tariffe e bollette dell’ acqua- senza l’appoggio di nessuna parte politica. Con l’ausilio di soli 35 dipendenti su tutta la regione. Con due sedi attive, Campobasso e Isernia, e dodici sportelli nei vari comuni che verranno attivati prossimamente”.
Il presidente della Grim si è presentato davanti a stampa e associazioni di consumatori, facendo pubblica ammenda su errori avvenuti nei calcoli delle bollette, che in alcuni casi sono risultare decuplicate a causa di uno zero in più scritto sulla fattura.
Ma ha anche spiegato che la Grim è una azienda pubblica, quindi non gestisce privatamente l’ acqua.
Come gestore unico, alla quale ha aderito Molise Acque con 66 comuni, non tocca a Grim calcolare la tariffa dell’ acqua ma l’ Ente di Governo.
Lo chiarisce meglio Saluppo in questa intervista.
L’ente di governo quindi ha stabilito la tariffa in vigore dal 2025 al 2029.
Importante da sapere: più perdite di acqua ci sono e più la bolletta può diventare alta. Ci sono perdite occulte di acqua che in passato dai comuni non sono mai state segnalate ma che oggi è acqua che si deve pagare.
In totale in questi mesi Grim ha inviato ai molisani dei comuni aderenti circa 160mila fatture. E sono circa 16mila le persone che si sono recate agli sportelli che hanno ottenuto risposte dagli operatori.
È inoltre complicato gestire tutti i consumi reali considerando che ci sono ancora migliaia di contatori senza nome. Si pensa di riuscire a sostituire i contatori entro il 30 giugno.

In tanti comuni esistono criticità. Non è esente Campobasso che ha perso negli anni 36 milioni solo nel settore idrico. Ma mentre nei comuni si può coprire le perdite prendendo il denaro da altri capitoli di bilancio ( magari non aggiustando le strade), la Grim tutto questo non può farlo.
Ha iniziato le sue attività con 199mila euro di capitale sociale. In due anni si è ottenuto un fatturato di 30 milioni.
Nonostante questi chiarimenti le associazioni dei consumatori restano preoccupate.
L’avvocato Nicola Criscuoli ci illustra la posizione di Adoc.


