*Gravina (M5S): «Prima la proroga di Di Santo, poi la valutazione: 23 punti su 100 nel 2023, 32 nel 2024»

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

*
Il verbale del Nucleo è del 16 settembre, lo stesso giorno del decreto di rinnovo. E ora l’ASReM conferma anche il direttore amministrativo per «continuità delle politiche regionali»: la sanità molisana governata per proroghe.

«Avevamo detto che il rinnovo del direttore generale era una scelta politica, non di merito. Gli atti lo confermano», dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina. «Prima la decisione, poi la valutazione».

La Giunta ha approvato la proroga il 29 luglio. Il Nucleo di valutazione ha concluso i lavori il 16 settembre, lo stesso giorno del decreto del Presidente della Regione e del contratto di proroga. E il verbale dice ben altro rispetto a una conferma. Nel 2023 gli obiettivi raggiunti valgono 23 punti su 100, che diventano 52 anche ipotizzando raggiunti tutti quelli non valutabili. Nel 2024 sono 32 su 100. La soglia minima è 60. Con il criterio fissato dalla stessa Regione, l’esito è negativo oltre il 20% di obiettivi non raggiunti: siamo al 48% e al 63%. Il 2025 non è stato nemmeno valutato.

Pubblicità

Dietro i numeri ci sono i servizi ai cittadini. Il debito scaduto è passato da 108 milioni di euro a fine 2022 a 170 a fine 2024, mentre il ritardo medio nei pagamenti ai fornitori è salito da 84 giorni nel 2023 a 99 nel 2024. Dei fondi regionali per le liste d’attesa è stato speso solo il 29%. Gli interventi per tumore alla mammella sono stati 89 nel 2024 contro un obiettivo di oltre 150. Sugli screening oncologici, per il 2023 e il 2024, il Nucleo non ha trovato dati verificabili. Nel 2025 la struttura aziendale dedicata è stata soppressa e sostituita da un’altra, di cui lo stesso Gravina chiese conto con un’interpellanza.

«Non mettiamo in discussione la buona fede di nessuno, ma il metodo è singolare», prosegue Gravina. «In nove obiettivi la relazione del servizio competente è sostituita dalla dichiarazione della presidente del Nucleo, che è anche la direttrice generale per la Salute della Regione. Su quelle dichiarazioni poggiano 29 dei 32 punti raggiunti nel 2024. E lo stesso Nucleo avverte di non avere strumenti per verificare i dati».

Il Nucleo, organo tecnico-consultivo e non vincolante, rimette ogni decisione alla Regione e le segnala anche una sentenza della Cassazione. «Ma qui c’è un dilemma», sottolinea il consigliere. «Se gli obiettivi non erano raggiungibili per i crediti verso la Regione e le perdite pregresse, la responsabilità è di chi li ha assegnati. Se erano raggiungibili e sono stati mancati, la proroga non si spiega. In entrambi i casi la responsabilità è politica».

«Le difficoltà iniziali erano evidenti e nessuno ha mai pensato che qualcuno avesse la bacchetta magica», aggiunge Gravina. «Ma se le leggiamo insieme alla tanto sbandierata filiera istituzionale di centrodestra e alle briciole di risorse arrivate dal Governo nazionale, mentre intanto per i molisani aumentavano le imposte regionali, il quadro cambia: quelle difficoltà non possono essere una scusante, sono semmai un’aggravante. Vale per le scelte e per i risultati della gestione dell’ASReM e vale, a maggior ragione, per la parte politica della Giunta regionale che quella gestione ha voluto confermare».

Lo stesso schema, conclude Gravina, si ritrova nella delibera n. 1620 dell’8 ottobre: due anni di proroga al direttore amministrativo, motivata dalla continuità delle politiche regionali e non dai risultati, con gli obiettivi da assegnare «con successivo provvedimento» e l’esecutività immediata «stante l’urgenza». «È la logica delle “esigenze inderogabili” e dell’incarico provvisorio che denunciammo con l’interpellanza sul Dipartimento Donna e Bambino. La provvisorietà è diventata il metodo di governo dell’ASReM».

Gravina chiede che il Presidente Roberti riferisca in Aula, che vengano resi pubblici l’atto conclusivo di valutazione e il parere della Conferenza dei Sindaci, e che la Giunta dichiari quale criterio di misurazione ha adottato e perché ritiene la proroga compatibile con questi esiti.