Gestione idrica, Gravina e il centrosinistra: salvaguardare il pubblico, ci sia più risorsa per i nostri cittadini

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Due mozioni sulla gestione idrica molisana sono state presentate oggi dall’intero centrosinistra. Primo firmatario il consigliere regionale Roberto Gravina che ne ha illustrato i contenuti in una conferenza stampa che può essere ascoltata integralmente qui

https://www.facebook.com/share/v/ofoRU63HinSuQWKM/

Prima mozione, rivedere gli accordi di cessione dell’ acqua alla Puglia e alla Campania. Nel primo caso l’ accordo risale agli anni novanta. Nel secondo al 2003.

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Nella mozione si chiede alla Giunta Regionale di impegnarsi a

rivedere e aggiornare gli accordi con la Regione Campania e la Regione Puglia includendo parametri aggiornati in termini di fabbisogno idrico e compensazioni, a tutela delle risorse molisane.

Promuovere una convenzione tra Molise Acque e GRIM, finalizzata a rafforzare la gestione regionale delle risorse idriche e a migliorare la distribuzione e il monitoraggio delle infrastrutture esistenti.

Fornire aggiornamenti periodici al Consiglio sull’andamento delle trattative interregionali e sui progetti infrastrutturali ,garantendo trasparenza nelle scelte e piena tutela degli interessi dei molisani

La seconda mozione riguarda la realizzazione del depuratore di porto di Termoli.

Al momento dell’ accordo sottoscritto, anche dai sindaci di altri comuni come Campobasso, aveva un costo di 7,5 milioni di euro. Ora ne costa 23 di cui venti vanno prelevati direttamente dalle tasche in primis dei cittadini termolesi, che si vedranno aumentare la tariffa idrica, poi in seguito da quelli molisani.

A Termoli lo ricordiamo la gestione dell’ acqua è di Acea. Che potrebbe usare questa situazione per prendere il controllo di gestione di tutta la Regione Molise. Cosa che non vogliono il centrosinistra molisano e nemmeno i sindaci perché l’ acqua deve restare pubblica.

Per questo motivo nella mozione si chiede alla Giunta regionale di

1. chiarire la posizione della Regione Molise in ordine al servizio idrico integrato esistente nella città di Termoli e della proroga quindicennale concessa dal comune in forza della Convenzione stipulata con Acea in data 3.8.2022 sebbene, a quella data: a) fosse stata aggiudicata la gara per il project financing relativo ai lavori del depuratore di Termoli e dunque si fosse verificata la condizione per il termine della proroga secondo quanto previsto dalla D.G. 29.12.2021, n. 295 del comune di Termoli; b) fosse stata affidata la gestione del sistema idrico integrato dell’Ato unico Molise alla GRIM s.c.a.r.l. ovvero si fosse verificata la seconda condizione per il termine della proroga della gestione, così come indicato nei numerosi provvedimenti in premessa;

2. chiarire le motivazioni poste alla base del silenzio osservato in ordine alla comunicazione del comune di Termoli del 9.5.2024 con la quale veniva informata dell’avvenuta approvazione del nuovo quadro economico afferente i lavori per il progetto di dismissione e rilocalizzazione del depuratore del porto di Termoli per un importo complessivo pari ad € 23.007.472,12 in luogo dell’importo iniziale pari ad € 7.500.000,00 e della contemporanea decisione di finanziare ogni onere ovvero € 19.182.472,12 esclusivamente mediante aumento della tariffa idrica;

3. esporre chiaramente la posizione della Regione Molise in merito alle paventate modifiche del Piano d’Ambito e al nuovo piano di investimenti approvato dal Comune di Termoli, al fine di assicurare che le decisioni prese siano conformi agli obiettivi di sostenibilità economica e sociale e di perequazione delle tariffe;

4. per l’effetto, diffidare Egam dal disporre la cessazione della convenzione tra Acea Molise s.r.l. ed il Comune di Termoli, disponendo il subingresso di Grim s.c.a.r.l. nella gestione del S.I.I. termolese, di cui peraltro il comune di Termoli è già socio, così realizzando una gestione unica dell’ATO Molise, in ossequio alla normativa vigente;

5. in caso di inadempienza di Egam entro il termine così disposto, avvalersi dei poteri sostitutivi mediante nomina di un commissario ad acta, secondo quanto previsto dalla Legge regionale n. 4/2017, art. 4, lett. e;

6. in ossequio alla Legge regionale n. 4/2017, art. 4, lett. c), i motivi per i quali, a fronte di un maggior onere per i cittadini dovuto agli incrementi tariffari per finanziare il nuovo piano di investimento, non si siano valutate ipotesi alternative tra cui, a mero titolo esemplificativo ma certo non esaustivo, il ricorso a fondi FSC 2021/2027 e/o P.O. FESR;

7. adottare misure concrete nella gestione degli investimenti necessari, valutando soluzioni per evitare che l’intero carico finanziario ricada esclusivamente sulle tariffe degli utenti;

8. presentare la relazione annuale al Consiglio regionale sullo stato di attuazione del servizio idrico integrato, come previsto dall’art. 4, comma 3, lettera h), della L.R. 22 aprile 2017 n. 4, anche a valle delle audizioni tenutesi in commissione per consentire un dibattito trasparente e informato in aula sulletariffe e sugli investimenti.

9. a riferire periodicamente in aula sugli sviluppi riguardanti l’attuazione degli impegni assunti e a fornire aggiornamenti dettagliati sugli effetti delle misure adottate.