Frana di Petacciato, una cittadina: dividere i lavori in due tranche rischia di far sprofondare il territorio in una crisi profonda

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Di Cinzia Paltretti

Sono una cittadina molisana di Petacciato,famoso per la frana,!Petacciato e l’intera area molisana stanno attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. La caduta del ponte sul Trigno e l’incertezza dei tempi della ricostruzione non rappresentano soltanto un disagio temporaneo, ma una vera e propria emergenza che sta mettendo in ginocchio un intero territorio.

La decisione di procedere con un finanziamento in due tranche, dilatando inevitabilmente i tempi dei lavori fino a due o tre anni, rischia di trasformare un problema infrastrutturale in una crisi sociale ed economica profonda. Interi paesi si ritrovano di fatto isolati, con collegamenti compromessi che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini: spostarsi per lavoro, studio o anche solo per accedere ai servizi essenziali diventa ogni giorno più difficile.

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Le attività economiche locali stanno pagando un prezzo altissimo. Il turismo, già fragile, subisce un colpo durissimo proprio in un’area che avrebbe bisogno di essere valorizzata e sostenuta, non penalizzata. Le imprese vedono ridursi clienti e opportunità, mentre cresce il rischio concreto di chiusure e perdita di posti di lavoro.

A tutto questo si aggiunge una condizione infrastrutturale già critica: strade secondarie insufficienti, collegamenti alternativi inadeguati e una generale sensazione di abbandono che alimenta frustrazione e preoccupazione tra i cittadini. Non si tratta più soltanto di un ponte da ricostruire, ma della tenuta stessa di un territorio che rischia lo spopolamento e il declino.

La situazione richiede risposte immediate, interventi straordinari e una chiara assunzione di responsabilità. Non è accettabile che comunità intere vengano lasciate isolate per anni. Il Molise, e Petacciato in particolare, non possono essere dimenticati: serve un impegno concreto per garantire tempi certi, soluzioni alternative efficaci e il sostegno necessario a cittadini e imprese.

Qui non è in gioco solo un’infrastruttura, ma il diritto di un territorio a restare vivo, connesso e dignitosamente abitabile. – si può mettere in evidenza tutto ciò? Non dobbiamo abbassare la guardia.