Frana di Petacciato, l’opinione della direttrice: sia occasione per bloccare il disfacimento della sanità pubblica in Molise

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Quello che dovrebbe iniziare questa settimana è il periodo della conta dei danni.
Anche se lo stesso presidente della Regione Francesco Roberti ha sottolineato che il territorio potrebbe continuare a muoversi, quindi i danni che ammonterebbero circa a 400 milioni di euro, potrebbero ancora aumentare.
Il Molise, nella dichiarazione di stato di emergenza, è la Regione che con i primi fondi ottiene 20 milioni di euro su un provvedimento che destina in totale 50 milioni di cui altri 30 da dividere in 5milioni e 5 milioni tra Abruzzo e Basilicata e 10 milioni di euro alla Puglia.
Certo la fragilità del territorio e l’entità dei danni potrebbero essere totalmente insufficienti per tutto il Molise. Ma rappresentano allo stesso momento linfa per ripartire.
La priorità resta la ricostruzione del Ponte Trigno che collega Abruzzo e Molise sulla statale adriatica Ss16. Ma da non trascurare anche la messa in sicurezza del Ponte Sente nell’ altomolise, anch’ egli importante per ricollegare l’ Altomolise e l’ Altovastese, ad oggi isolati tra loro.
Ci sono poi la frana di Salcito e quelle di Civitacampomarano e la più importante, quella che ha spaccato l’ Adriatico in due: la frana di Petacciato.
Denari che vanno spesi solo ed esclusivamente per la viabilità. Che non possono essere trasferiti altrove.
Nemmeno sul bilancio regionale che potrebbe non essere approvato alla fine di questo mese e mettere la Regione in ginocchio.
Tuttavia questo stato di emergenza, come suggerito anche da Roberti stesso, potrebbe essere una opportunità.
Per bloccare il piano di disfacimento della sanità pubblica molisana e per accelerare il processo di fuoriuscita dal commissariamento.
Oggi più che mai questo passaggio risulta necessario. Perché lo abbiamo visto in queste giornate di emergenza assoluta a livello di viabilità: chiudere o depotenziare gli ospedali di periferia come quello di Agnone ( per fare un esempio) potrebbe essere fatale per qualche vita umana da salvare, proprio quando le frane e la viabilità ferroviaria bloccata, triplicano il tempo di percorrenza verso l’ospedale di Campobasso.
Ora è quindi il momento che tutte le opposizioni in consiglio regionale (nessuno escluso) collaborino attivamente per salvare questa regione. Ora è il momento di ritrovare l’unità di intenti davvero “per il bene del Molise” e non per quello delle città, come si intende su Campobasso per salvare le proprie poltrone e rinviare l’inevitabile ritorno alle urne.


