Frana di Petacciato, Coscia: imprevedibile non inevitabile, è il fallimento della politica molisana

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La frana di Petacciato sprofonda il Molise e il versante adriatico dell’Italia in una emergenza ambientale, infrastrutturale e politica. Dovrebbe essere il momento della solidarietà e della responsabilità, ma l’inadeguatezza delle parole delle istituzioni riflettono impietosamente le contraddizioni dei vertici politici degli enti che da anni hanno responsabilità nella gestione del territorio della costa molisana.
Le dichiarazioni del presidente della Regione e del sindaco di Petacciato nelle ore successive alla riattivazione del movimento franoso mostrano crepe evidenti non solo nel terreno, ma sopratutto nella coerenza istituzionale.
Il Presidente della Regione Francesco Roberti dichiara “Non ce lo aspettavamo”. Il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo afferma: “La frana era prevedibile”.
Una contraddizione evidente fra due vertici della stessa filiera istituzionale. Se il rischio era noto al punto da giustificare investimenti straordinari, come può la riattivazione essere descritta come improvvisa? Più che un evento inatteso e imprevisto, la frana che spacca in due l’Italia è un problema in attesa di compimento, ma mai affrontato con la necessaria tempestività.
Dunque perché le misure di prevenzione non hanno impedito l’aggravarsi della situazione? Quanto è stata realmente preparata la comunità locale a fronteggiare un evento annunciato?
Pare proprio che i nostri amministratori locali si muovano su un doppio binario comunicativo. Da una parte, rassicurano sull’attivazione immediata delle procedure di emergenza e sulla priorità data alla sicurezza. Dall’altra, lasciano emergere un quadro in cui la pianificazione preventiva appare incompleta o inefficace. Il risultato è una narrazione che oscilla tra fatalismo e autoassoluzione: la frana come forza incontrollabile. Inevitabile o imprevedibile, la frana non è un fenomeno da gestire con continuità e rigore, ma un evento da commentare a posteriori con la giustificazione più convincete pur di allentare le porrei responsabilità.
A rendere il quadro ancora più critico è il tempismo fra annunci ed eventi. La riattivazione arriva proprio alla vigilia di possibili lavori di consolidamento. Una coincidenza che solleva dubbi sulla lentezza amministrativa e sulla capacità di trasformare le progettazioni in interventi concreti. In territori fragili come quello molisano, il tempo non è una variabile neutra e ogni ritardo può trasformarsi, come in questo caso, in un rischio tragico per le comunità.
La frana di Petacciato mette in luce la fragilità geologica di un territorio e anche l’incoerenza politica di chi lo amministra. Un sistema decisionale che fatica a coniugare previsione, prevenzione e azione.
A pagare il prezzo cittadini e imprese: il Molise è completamente isolato dal resto d’Italia.
Tutti i nodi della fragilità del Molise stanno venendo al pettine. Non possiamo consentire che chi ha avuto la responsabilità in questi anni di gestire il Molise oggi giochi con le parole pur di evitare di assumere la responsabilità politica e istituzionale del proprio fallimento .

Avv. Simone Coscia
Dirigente del PD locale