Filosofia, riflessioni sull’educazione acritica

di Nicola Zagaria
Educare ed educarsi all’esistenza ancora più oggi è prendersi cura dell’anima.
Persino alle origini della cultura occidentale educare significava prendersi cura dell’anima.
Già nella filosofia socratica educare esercita il pensiero.Tanto più nell’epoca moderna. Privata della filosofia e apparentemente ispirata dall’esclusivo razionalismo evoluzionista. Ragionare e condividere. Assenze devastanti della società decadente. Virtù, fraternità, collettività, bene e i valori più giusti della vita. Nulla di tutto questo pervade l’umanità.
Si invece alle risposte facili, immediate, sul momento, fluide ma abitudinarie perché superficiali. No alle domande esistenziali. No ai problemi. No interrogarsi e interrogare. Auteferenzialita’ e convenzioni. Autoconvinzione dominante. Nessuna ricerca del senso della vita. Nessuna consapevolezza se non quella derivata ed imboccata dall’alto, dal dominio delle masse sulle masse.
Mai così attuale è il platonico mito della caverna, che racconta l’uscita dalla prigionia delle apparenze verso una verità che richiede una catarsi. Individuale e collettiva.
Educare è dunque pensare. Aiutare a pensare. Nessuna risposta elaborata è già servita sul piatto d’argento. Negare l’ annullamento del pensiero critico è d’obbligo. Ma bisogna imporre a sé stessi e agli altri, perché è insito nella natura umana, il cammino della ricerca continua.


