Fiaccolata, tenda e sanità: ecco perché Castrataro rappresenta la speranza

Sono trascorse poco meno di 24 ore dalla grande fiaccolata per la sanità pubblica che ha consacrato Isernia e il suo sindaco Piero Castrataro come il nuovo centro di lotta.
L’oltre la tenda che abbiamo chiesto nei primi venti giorni di protesta, inizia da oggi.
Dalla conferenza dei sindaci in programma alle 17 come chiesto dal suo presidente Daniele Saia.
Si discuterà delle strategie utili ad azzerare il debito sanitario ( laddove originano tutti i tagli a cui stiamo assistendo dalla gestione Frattura e dal decreto Balduzzi) e superare così il commissariamento che è in atto dal 2009, ossia dal secondo mandato in cui era presidente Michele Iorio.
I due grandi assenti dalla fiaccolata. E a nostro dire hanno fatto bene a non esserci. Non c’era la Regione, non c’erano i commissari e non c’era nemmeno Asrem.
Bene, anzi benissimo: nessuno tra le vie di Isernia ha sentito la loro mancanza.
C’era invece il popolo. Il grande addormentato che aveva perso ogni speranza. Tavoli romani che vanno a vuoto. Richieste in consiglio regionale che restano lettera morta.
Il presidente del Consiglio Quintino Pallante denuncia che troppo spesso si parla di sanità nel consesso del Consiglio Regionale. Certo! Soprattutto grazie alle mozioni e interrogazioni dei consiglieri Massimo Romano, Andrea Greco e Angelo Primiani.
Spesso arrivano anche dal Pd e da Roberto Gravina. Articolate bene e con richieste concrete. Ma si sa nelle istituzioni ci vuole la maggioranza per far passare una proposta o una mozione.
E non per colpa delle opposizioni ma per la malafede del centrodestra le cose non si riescono a mettere a posto.
Il Po 2025-2027 che deve vedere la luce a febbraio metterebbe a fondato rischio la sopravvivenza del sistema pubblico a vantaggio del privato convenzionato. A po approvato ne avremo certamente contezza.
In tutto questo che speranza da la fiaccolata di Isernia? Di una lotta ancora possibile! Ma anche di medici che dovrebbero arrivare negli ospedali. Sia a Isernia che a Campobasso si staziona per giorni nei prontosoccorso perché mancano posti letto e medici. Una situazione di morte inaccettabile.
Le fiaccole di ieri evidenziano quella situazione mortifera. Ma nel frattempo riaccendono la speranza di sopravvivenza.
Che il popolo sente possibile grazie all’ azione di Piero Castrataro.
Certo anche nel 2016 a Campobasso, quando al Cardarelli chiusero neurochirurgia, il popolo si riversò nella piazza principale del capoluogo.
Ma sono due le differenze sostanziali di ora con allora. La prima e più importante è che oggi assistiamo alla morte del pubblico. Nel 2016 invece il processo di distruzione era appena iniziato.
Oggi la protesta nasce dalle istituzioni: il sindaco Castrataro e i primi cittadini che finora lo hanno sostenuto.
Allora la protesta nacque dal Forum della Sanità pubblica e furono alcune istituzioni ad aderire.
Piero Castrataro rappresenta quindi il risveglio delle coscienze. La speranza. Onore a un sindaco cosi.


