Fermate pericolose, il responsabile della Sati a processo il 18 giugno: tredici i lavoratori che si costituiranno parte civile per aver fatto il proprio dovere

Non effettuare le fermate pericolose non solo è un diritto degli autisti Sati, ma un dovere per attivarsi fattivamente per evitare il rischio.
Lo hanno sostenuto in una conferenza stampa questa mattina i sindacati del trasporto di Cgil e Cisal. Nella sede di via Mosca e insieme agli avvocati Fabio Albino e Filomena Fusco, hanno sostenuto che l’attuale amministratore delegato della Sati andrà a processo per violenza privata il prossimo 18 giugno.
Sono 13 gli autisti che si costituiranno parte civile e che hanno subito un procedimento disciplinare per essersi rifiutati di obbedire all’ azienda che prescriveva di fare le fermate pericolose.
La procura di Campobasso ha accolto le denunce degli autisti sanzionati e ha disposto comunque il processo, nonostante i legali della Sati avessero presentato memorie difensive. Ritenute insufficienti dal Pm e dal giudice.
L’avvocato Fabio Albino ci spiega anche i rischi a cui si pongono gli autisti che invece obbediscono all’azienda e si trovano coinvolti in un mortale.
Anche la segretaria della Filt Cgil Elena Zanola parla della vicenda, nonostante sia in Molise solo da un mese. Ha trovato qui lavoratori combattivi, come ha sostenuto nella nostra intervista e ci tiene a dire come dovrebbe essere il futuro del trasporto pubblico locale.
Presenti in sala anche alcuni lavoratori che hanno raccontato le loro difficoltà quotidiane. Tra cui anche essere aggrediti per la sola colpa di svolgere il proprio lavoro in sicurezza.


