Femminismo, quarantacinque anni fa si cancellava dal codice penale il delitto d’onore

É avvenuto in Italia solo 45 anni fa. A sedici anni dal rapimento e dallo stupro di Franca Viola. Che decise di non sposare il suo stupratore Filippo Melodia. Cosa avvenne? L’articolo 544 del codice penale che prevedeva il matrimonio riparatore venne abrogato con la legge 442, promulgata il 5 agosto 1981. Solamente nel 1996 lo stupro da reato “contro la morale” venne riconosciuto in Italia come un reato “contro la persona”.
Il delitto d’onore fu annullato sempre nel 1981, quando la legge 442 abolì l’articolo 587 del Codice penale che prevedeva pene ridotte, da 3 a 7 anni, per chi causasse “la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia”.
L’idea di salvaguardare il buon nome aveva origini remote: già nell’antica Roma una legge regolamentava l’adulterio e consentiva al padre (pater familias) anche di uccidere la figlia fedifraga. In tempi più recenti, il Codice napoleonico decretava pene diverse per i coniugi adulteri (ammenda per lui e casa di correzione per lei) e prevedeva il delitto d’onore per il marito. Un anniversario importante da ricordare proprio ora che è stato riconosciuto dal codice penale anche il delitto di femminicidio. Ma applicato finora soltanto in una decina di casi in tutta Italia, perché si deve riconoscere nell’atto della classificazione del reato, se davvero esso è avvenuto per odio verso la propria compagna. Un anniversario da ricordare anche e soprattutto per far comprendere che i diritti acquisiti dalle donne hanno tutti una data recente. Provare a immaginare la vita delle nostre nonne: se tradiva potevano essere uccise e se venivano stuprate era un reato soltanto contro la morale pubblica, per chi aveva il coraggio di denunciare. Perché se oggi il numero delle denunce per gli stupri è aumentato, trenta anni fa era quasi inesistente. Si doveva soltanto imparare a nascondere il proprio dolore e far finta che la vita continuasse. Ricordare l’anniversario di oggi vuol dire anche fare di tutto per garantire un futuro di diritti alle nostre figlie reali e simboliche, anche laddove loro non conoscano quale era il mondo delle loro nonne e bisnonne.


