Femminicidi, i dati Istat: sono l’82% degli omicidi con vittime donne

Quanti sono i femmincidi del 2024? E quelli del 2023? É una discussione che si tiene da anni ed è dibattito tra le femministe e i maschilisti, questi ultimi che tendono a dimezzare i dati ufficiali che vengono fuori da dati e statistiche.
Ci ha pensato l’ISTAT a darci un numero significativo del fenomeno. È un report relativo al 2024 che quindi analizza i dati dell’ anno precedente. Il dato è davvero pauroso.
I femminicidi stimati, infatti, sono pari a circa l’ 82% del totale delle donne uccise.
“A marzo 2022 – ci riferisce il report- la 53a sessione della Statistical Commission ha approvato Io “Statistical framework for measuring the gender-related killing of women and girls (also referred to as lemicidelfeminicide”).
In questo ambito sono stati definiti omicidi di genere, comunemente detti femminicidi, quelli che riguardano l’uccisione di una donna in quanto donna.
L’Italia ha scelto di aderire a questo framework delle Nazioni Unite, anche se la produzione di statistiche armonizzate è un cammino complesso verso cui tendere, che richiederà tempi lunghi per avere una comparazione internazionale, anche a livello europeo. Il primo rapporto delle Nazioni Unite sui femminicidi, che segue l’approvazione dello “Statistical framework for measuring the gender-related killing of women and girls”, presenta una prima comparazione, per alcuni Paesi, dei tassi per 100mila donne di omicidi con vittima donna da parte di un partner, di un ex partner o un famigliare”‘.
Le variabili necessarie per identificare un femminicidio sono molte e riguardano la vittima, l’autore e il contesto della violenza. Sinteticamente, dal punto di vista statistico nella definizione afferiscono tre tipologie di gender-related killing: gli omicidi di donne da parte del partner, gli omicidi di donne da parte di un altro parente; gli omicidi di donne da parte di un’altra persona, sia conosciuta sia sconosciuta, che però avvenga attraverso un modus operandi o in un contesto legato alla motivazione di genere.
Tra queste vi sono informazioni riferite a specifiche condizioni, in base alle quali occorre sapere: se la vittima ha subito altre violenze in precedenza da parte dell’autore dell’omicidio; se ha subito forme di sfruttamento illecito (ad esempio tratta di persone, lavoro forzato, schiavitù nell’ambito della criminalità organizzata); se si trovava in una situazione in cui è stata rapita o privata illegalmente della sua libertà; se lavorava nell’industria del sesso; se vi è stata una violenza sessuale contro la vittima prima e/o dopo l’uccisione; se vi era una differenza di posizione gerarchica tra la vittima e l’autore; se il corpo della vittima ha subìto mutilazioni; se il corpo è stato abbandonato in uno spazio pubblico; se la motivazione dell’omicidio costituiva un crimine d’odio di genere (cioè se vi era un pregiudizio specifico nei confronti delle donne da parte degli autori). In Italia tutte queste informazioni non sono disponibili e solo in futuro si potranno rilevare grazie alla collaborazione inter-istituzionale con il Ministero dell’Interno.
Tuttavia, già a partire dalle informazioni disponibili (relazione tra vittima e autore, movente, ambito dell’omicidio) è possibile fornire una stima del fenomeno: sono 63 le donne uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner, sono 31 le donne uccise da un altro parente; due le donne uccise da un conoscente con movente passionale. In totale si tratta di 96 femminicidi presunti su 117 omicidi con una vittima donna. Nel 2019, erano 101 su 111, nel 2020 erano 106 su 116, nel 2021 104 su 119, nel 2022 105 femminicidi presunti su 126 omicidi. Tra le restanti 21 vittime donne: quattro sono state uccise per rapine, una per follia, tre per interessi economici o debiti, sei per futili motivi, liti o rancori da conoscenti e sconosciuti, una per motivi legati agli stupefacenti ed una per regolamento di conti nell’ambito mafioso, mentre per cinque non è stato stabilito il movente e di queste tre non hanno un autore identificato. Di questi 21 casi, 15 omicidi sono stati perpetrati da uomini, uno da una donna conoscente e per quattro non si conosce il sesso dell’autore, in quanto si tratta di casi di omicidio non risolti”.


