Farmacie private, sindacati: per il rinnovo del contratto 2024 da Federfarma proposte insufficienti e divisione

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Riparte la mobilitazione per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro delle farmacie private, scaduto il 31 agosto 2024. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno deciso di riattivare il percorso di rivendicazione sindacale dopo l’esito negativo dell’incontro svoltosi oggi a Roma con Federfarma, che avrebbe dovuto invece segnare una svolta nella trattativa dopo mesi di stallo, e dopo la straordinaria partecipazione alla giornata di sciopero nazionale del 6 novembre scorso. Sono oltre 76mila le farmaciste e i farmacisti coinvolti dal negoziato.Pur indicando alcune disponibilità sulla parte normativa del contratto, Federfarma ha avanzato una proposta salariale giudicata unitariamente insufficiente, divisiva e non soddisfacente dalle organizzazioni sindacali: le risorse economiche messe sul tavolo non consentono un reale recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e risultano lontane dalle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Particolarmente critica, per i sindacati, l’impostazione che introduce due tabelle salariali distinte tra farmaciste e farmacisti e addette e addetti non laureati, superando in modo inaccettabile i criteri della scala parametrale e producendo una evidente disparità di trattamento tra le lavoratrici e i lavoratori del comparto. L’associazione datoriale ha proposto 130 euro di aumento da riparametrare in base ai livelli e, solo per i farmacisti, ulteriori 70 euro da riparametrare, escludendo dall’incremento gli addetti non laureati.Ulteriori criticità riguardano l’elemento economico di garanzia “welfarizzato” di soli 20 euro che, così come concepito dall’associazione datoriale, potrebbe precludere e indebolire la contrattazione di secondo livello già esistente in alcune realtà regionali.Alla luce di una proposta giudicata deludente e distante dalle esigenze reali di chi lavora nelle farmacie private e priva di una visione capace di rafforzare il benessere e l’attrattività del settore, carente al contempo di una visione lungimirante e comune in merito alla valorizzazione delle professionalità e dei nuovi servizi delle farmacie,  le organizzazioni sindacali sono state costrette a dare continuità alla mobilitazione attivata nei mesi scorsi.Il percorso prevede fin da subito la convocazione di un’assemblea nazionale per il 17 febbraio, l’avvio di una campagna di comunicazione, assemblee territoriali e la valutazione congiunta di ulteriori iniziative di sciopero da definire nelle prossime settimane.Il rinnovo del contratto nazionale non può più essere rinviato: servono risposte concrete, risorse adeguate e il riconoscimento pieno del valore del lavoro svolto dalle farmaciste e dai farmacisti.